Cannella non c'è più, l'addio al cane dottore che scodinzolava in ospedale

09 dicembre 2015 ore 13:40, Adriano Scianca
Cannella non c'è più, l'addio al cane dottore che scodinzolava in ospedale
Ha fatto tanto per la salute di bambini, disabili, anziani, malati, ragazzi affetti da autismo, eppure non era un dottore. A dirla tutta, non era nemmeno un essere umano. Parliamo di Cannella, il labrador simbolo della Pet therapy in Italia, morto in queste ore. E in queste ore sono molti i messaggi di cordoglio che arrivano alla fattoria di Antropozoa. Per 12 anni, Cannella è stata di casa nei reparti dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove i cani di Antropozoa hanno libero accesso in tutti i reparti, anche quelli più delicati come l'Oncoematologia e la Rianimazione. Il lavoro di Cannella è stato protagonista di ben quattro pubblicazioni scientifiche e ha permesso di progettare il "metodo Antropozoa": l'operatore è l'attivatore e facilitatore insieme e con l'animale di dinamiche relazionali complesse e strategiche, in cui si realizza il cuore dell'intervento di pet therapy. Molti i bambini che ha convinto ad alzarsi dal letto dopo difficili interventi neurologici: è stata per loro uno stimolo a reagire psicologicamente e fisicamente. Ha accompagnato molti piccoli nella malattia fino all'ultimo giorno, soffrendo per la loro partenza e consolando in maniera istintiva le loro famiglie.

"Per noi è stata una compagna, una collega, un'amica - ha detto Francesca Mugnai, l'esperta di pet therapy con cui Cannella "lavorava" -. Grazie al suo istinto, abbiamo potuto testare insieme a Cannella nuove prospettive della pet therapy della quale è stata una pioniera. Non verrà mai dimenticata. I messaggi di affetto che ci stanno arrivando anche dall'estero testimoniano che è rimasta nel cuore e nella mente di molte più persone di quanto potessimo immaginare, lasciando l'impronta della sua zampa in tanti cuori". 

Basata sulle tesi dello psichiatra infantile, Boris Levinson, enunciate per la prima volta intorno al 1960, la Pet Therapy è basata sull'interazione uomo-animale. Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l'approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.
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