Banche: i nodi dietro alle prossime commissioni minime dei bancomat

09 dicembre 2015 ore 14:04, Luca Lippi
Banche: i nodi dietro alle prossime commissioni minime dei bancomat
Da oggi (mercoledì 9 dicembre) si applica la normativa europea sulle commissioni interbancarie per bancomat e carte di credito. La norma determina un tetto unico e si applica ai circuiti Visa, Mastercard e PagoBancomat (saranno esclusi i circuiti American Express e Diners). La norma è stata composta con lo scopo di incentivare l’utilizzo della moneta elettronica anche per piccoli pagamenti. Vengono così ridefiniti i limiti sulle commissioni per i pagamenti con carte di credito e bancomat: nel primo caso la commissione non può superare lo 0,3% mentre nel secondo caso non deve superare lo 0,2%. Le commissioni a carico del commerciante pagate fino a ieri erano assai più importanti, la commissione più bassa era quella del pagamento con bancomat su un Pos di tipo tradizionale che, secondo i dati di Sos tariffe era dell’1,29% mentre quella più alta era il 2,32% del pagamento con carta di credito su Pos tradizionale. Alla maggiore serenità di chi si occupa di commercio (solo per quanto riguarda le commissioni sulle singole transazioni) non possiamo escludere che il circuito bancario possa recuperare le spese attraverso altri canali, ad esempio il canone mensile che l’esercente deve sostenere per poter fare uso del Pos. Il canone mensile di un Pos varia dai 10 euro al mese per quelli con linea mobile ai 24 euro di media per gli apparecchi collegati alla linea Adsl, su queste due voci e soprattutto sulla voce realtiva all’attivazione per chi non dispone ancora del servizio, è comprensibile ipotizzare un rincaro compensativo.

Chi ancora non si è voluto arrendere all’avanzata dei pagamenti elettronici dovrà forse rimediare presto visto che un emendamento alla legge di stabilità a firma del deputato Pd Sergio Boccadutri prevede l’obbligo per i commercianti di accettare i pagamenti con carta e bancomat anche sotto i 5 euro. Nell’emendamento si fissano anche i costi massimi delle commissioni interbancarie sui pagamenti sotto i 5 euro: tetto dello 0,25% del valore dell'operazione con carta di credito e dello 0,15% con carta di debito. Sorge però un problema fino ad ora sottovalutato; diverse attività commerciali hanno disdetto i contratti telefonici allo scopo di contrarre le spese fisse visto che il problema reale (bancomat o non) è l’assenza di circolazione di “ricchezza” causa la contrazione primaria dei redditi sempre più vessati da tasse e balzelli più o meno individuabili. Forse si dovrà inserire un nuovo emendamento, magari a firma di Boccadutri (il firmatario dell’emendamento sull’obbligo di accettare pagamenti anche sotto i 5 euro con carte di credito) che oltre imporre agli esercizi commerciali di dotarsi di un dispositivo pos dovranno obbligatoriamente dotarsi nuovamente di una linea telefonica! Le idee sono sempre meno chiare!

autore / Luca Lippi
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