Salva-banche, Rinaldi: “Ci saranno nuovi casi. Le responsabilità di Renzi e dei controllori”

09 dicembre 2015 ore 14:05, Lucia Bigozzi
Salva-banche, Rinaldi: “Ci saranno nuovi casi. Le responsabilità di Renzi e dei controllori”
“Per parare il danno, il governo Renzi ne fa uno peggiore”. Non usa giri di parole Antonio Maria Rinaldi, docente straordinario di Economia Politica che nell’intervista a Intelligonews passa ai raggi X il decreto salva-banche e la protesta dei risparmiatori. 

Come valuta il default delle quattro banche per le quali è pronto un decreto di salvataggio?

«Renzi, come al solito, per parare il danno ne fa uno peggiore. Si era capito fin dall’inizio che il governo aveva l’esigenza di chiudere prima di fine anno la questione delle sofferenze delle quattro banche, dai soli quindici minuti di Consiglio dei ministri dedicato alla questione. Personalmente, ho ascoltato sia in dibattiti tv che letto sui quotidiani, enormi inesattezze»

A cosa si riferisce?

«La più gettonata è quella di pseudo-economisti e pseudo-giornalisti che nella loro “veste” di Ponzio Pilato sostengono che chi ha rincorso interessi o rendimenti superiori a quelli proposti da investimenti alternativi più sicuri, è giusto che paghi perché si è assunto un rischio che ora si è verificato»

Qual è la sua contro-lettura?

«Sicuramente c’è stato qualcuno che ha agito così, ma sappiamo benissimo, invece, che gran parte dei sottoscrittori, sia di azioni che di obbligazioni subordinate, è stato indotto, per non dire costretto, da parte della dirigenza delle varie banche affinchè fossero erogati prestiti o mutui: in poche parole, molti cittadini, molti piccoli imprenditori riuscivano a ottenere finanziamenti a condizione di sottoscrivere sia azioni che obbligazioni»

Come commenta l’orientamento del governo Renzi di istituire un fondo per risarcire i risparmiatori?

«Il governo è corso ai ripari per evitare che dal 1 gennaio del prossimo anno entrasse a regime il cosiddetto “bail in europeo” che prevede anche il coinvolgimento dei correntisti con depositi superiori a 100mila euro. In realtà, si è andati a sacrificare azionisti e soprattutto piccoli portatori di obbligazioni subordinate che - dai dati ufficiali – mi risulta ammontino a un plafond di 300 milioni di euro. Capito l’errore, ora il governo desidera, per ovvi motivi di consenso, trovare una soluzione per alleviare, almeno in parte, il disagio dei piccoli risparmiatori con l’introduzione (si dice) di un fondo di 100 milioni di euro, assolutamente non sufficiente per garantire una ricopertura a chi ha perso tutto»

Lei cosa propone in concreto?

«Sarebbe il caso che tra i tanti emendamenti presentati in sede di conversione del decreto, ce ne sia uno che ribadisca in modo chiaro e inequivocabile, la responsabilità di chi ha consentito di arrivare fino a questo punto. Mi riferisco alla omessa vigilanza di Bankitalia, alla omessa vigilanza della Consob che ne dovrebbero rispondere, oltre alla responsabilità degli amministratori delle quattro banche».

Prevede che ci saranno altre banche e altri piccoli risparmiatori nelle stesse condizioni oppure il caso è circoscritto?

«Mi auguro che la lezione sia servita. Purtroppo, credo vi siano situazioni di altre banche che seguiranno la sorte delle prime quattro. D’altronde, i risparmiatori hanno iniziato a capire che mentre prima era la banca centrale a farsi garante del sistema bancario, oggi il neoliberismo che si è impossessato della condotta dell’Europa, ha modificato la garanzia nei confronti dei cittadini, invertendola. Questo è un sistema destinato a non funzionare. Punto»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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