Torriero: modello Le Pen in Italia? Dipende da Salvini… ecco perché

09 dicembre 2015 ore 15:22, Fabio Torriero
Torriero: modello Le Pen in Italia? Dipende da Salvini… ecco perché
Choc, marea, incubo. Questi sono solo alcuni epiteti che hanno definito il prima e il dopo delle elezioni francesi che hanno visto l’avanza trionfale del Fronte Nazionale, una realtà ormai consolidata nella Francia di oggi che – va detto – resta però ancorata, nel bene e nel male (rispetto a noi che, sempre nel bene e nel male, ne siamo usciti), alle categorie del Novecento.

A parte le analisi ideologiche e piene di risentimento e pregiudizio da parte dei soliti inventori, professionisti e ascari del politicamente e culturalmente corretto (si legga pensiero unico), la riflessione va spostata sulla possibilità o meno di costruire un centro-destra “modello Le Pen” per disarcionare Renzi.

Un approfondimento necessario, da parte di chi la svolta-Marine la conosce bene (avendo curato l’edizione italiana del suo libro “Controcorrente”), e anche perché specialmente Forza Italia, ha immediatamente cavalcato la vittoria del Fronte nazionale per ribadire che solo un centro destra unito (Forza Italia, più Lega, più Fratelli d’Italia, più moderati) può battere l’attuale premier.

Vi spiego adesso perché ciò non è possibile e dipende solo da Salvini capirlo:

1) Il Fronte nazionale si è presentato da solo, senza alleati. Mira a incarnare l’alternativa al vecchio regime partitocratico (Ump-Partito socialista etc), e a sostituire il vecchio arco repubblicano (che si riformerà nei prossimi ballottaggi in funzione antifascista), col suo fronte repubblicano-patriottico. Se in Italia si ricompone la solita accozzaglia già sperimentata (schema Casa delle Libertà o schema partito repubblicano, schieramento eterogeneo sui valori e coeso solo nella visione liberista), magari si vince, si supera aritmeticamente Renzi, ma non si governa (i governi Berlusconi del passato lo dimostrano). La governabilità coerente dipende dalla omogeneità culturale. Salvini può aggregare solo sulla base di un programma chiaro, senza compromessi: identità, o di qua o di là; immigrazione, o di qua o di là; sicurezza o di qua o di là; welfare o di qua o di là; euro, o di qua o di là. E su tali temi centristi, moderati e componenti ben precise di Forza Italia (tutti nel Ppe), vanno da tempo nella direzione opposta. Qualsiasi mediazione sarebbe folle e suicida… per Salvini;

2) La Le Pen è un partito nazionale e centralista. La Lega è un partito ancora regionale e federalista. Salvini si sbrighi, quindi, ad estendere la sua influenza organizzativa, non imbarcando tromboni e trombati della vecchia politica centro-meridionale e a ripensare la sua concezione costituzionale;

3) La Le Pen non ha vinto in Francia cavalcando la lotta all’Islam, come religione, dopo le stragi di Parigi: il suo partito persegue un nazionalismo laico e plurale (lo Stato napoleonico); e in tema di integrazione, persegue l’assimilazione culturale: non islamici, cattolici o atei, ma cittadini francesi di fede cattolica, islamica o non credenti. E ciò è molto diverso rispetto all’impostazione leghista. Marine auspica uno Stato forte, autoritario, magari con la pena di morte, ma nel solco appunto, del laicismo. Li unisce la concezione sovranista anti-Ue; li unisce una politica più restrittiva sull’immigrazione clandestina, ma li divide la composizione dell’identità culturale nazionale: Salvini (giustamente) è più sensibile al primato storico e sociale del cristianesimo sulle altre religioni ( in tal senso, è più vicino a Marion Le Pen, la nipote vandeana di Marine). E poi c’è da dire che l’assimilazione francese ha fallito: i terroristi dell’Isis sono i figli abortiti di questo modello. Sono gli

immigrati di terza e quarta generazione non integrati nella Repubblica giacobina. Figli del nichilismo laicista, delle banlieues e della povertà economica;

4) La Le Pen (a differenza del padre Jean Marie, nazionalista, nostalgico dell’Algeria francese, ma ultraliberista in economia) pensa a ridefinire il Welfare, la visione del pubblico, dello Stato sociale e dell’economia mista. Come si metterà Salvini se dovesse condividere con Berlusconi la scelta liberista?

Tutti elementi utili per evidenziare le difficoltà italiane di un modello Le Pen per il centro-destra. E tutti campanelli d’allarme per Salvini. Affinché non ripeta un film di centro-destra già visto. E si condanni a essere cannibalizzato dal Cavaliere o da chi per lui.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]