Corruzione, per Mattarella va fermato “un cancro, ma società ha anticorpi giusti”

09 dicembre 2015 ore 20:31, intelligo
Corruzione, per Mattarella va fermato “un cancro, ma società ha anticorpi giusti”
Torna a “tuonare” contro la corruzione nella giornata mondiale di quello che unanimemente viene definito “un cancro” della società. Lo fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che esorta senza mezzi termini ad agire per “sconfiggere la corruzione, spezzare le catene della complicità, liberare la vita sociale da questo cancro è possibile”, perché “corruzione, complicità e illegalità non sono fenomeni connaturati alle nostre società. È vero piuttosto che occorre essere attivi in questo campo, che dobbiamo porci obiettivi elevati sul piano della moralità pubblica e del senso civico”. Il capo dello Stato si sofferma poi sul fatto che questa giornata di sensibilizzazione, sia a carattere internazionale su iniziativa delle Nazioni Unite: un dettaglio che conferma come “si tratti di un male che va combattuto tutti insieme” rimarca Mattarella, secondo cui all’azione “degli organismi internazionali, degli Stati, delle istituzioni pubbliche e dei corpi sociali, deve accompagnarsi la pratica di una cittadinanza attiva. C’è una dimensione personale dell’impegno per la legalità che va testimoniata, insegnata, sollecitata con la coerenza dei comportamenti. Occorre rafforzare l’azione educativa, a partire dalle famiglie, dalle scuole, dai corpi intermedi. Così cresce e si rafforza la democrazia”. Non a caso, il presidente della Repubblica definisce la corruzione “un furto di democrazia” che “crea sfiducia, inquina le istituzioni, altera ogni principio di equità, penalizza il sistema economico, allontana gli investitori e impedisce la valorizzazione dei talenti”. Ed è proprio “l’opacità e il malfunzionamento degli apparati pubblici e di giustizia colpisce ancor di più i poveri e le persone deboli” a creare “discriminazioni, esclusioni, scarti, distrugge le opportunità di lavoro. Sulle pratiche corruttive prosperano le organizzazioni criminali e la mafia, che soffocano le speranze dei giovani”. 

Ma il “cancro” si può estirpare e Mattarella ne è convinto quando sottolinea che “si può e si deve reagire a questa inaccettabile forma di oppressione. Sconfiggere le mafie è alla nostra portata”. La società ha in sé gli anticorpi per farlo e, per il capo dello Stato “hanno il volto di cittadini consapevoli delle loro responsabilità, di donne e uomini coscienti dei propri diritti ma anche dei propri doveri, di funzionari pubblici che assolvono ai loro compiti, di volontari che costruiscono reti di solidarietà e di inclusione sociale”. Infine Mattarella valorizza il ruolo e la funzione di magistratura e forze dell’ordine che “dimostrano ogni giorno che i loro anticorpi sono attivi e rendono un servizio prezioso alla comunità. Quando i meccanismi di controllo, di accertamento e di sanzione funzionano, non vuol dire che ha prevalso lo scandalo, ma vuol dire il contrario: che il cancro del malaffare è stato individuato e colpito”. 

LuBi

autore / intelligo
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