Altro che Google e Facebook, negli Usa il lavoro dei sogni è in Airbnb

09 dicembre 2015 ore 11:45, Andrea Barcariol
Altro che Google e Facebook, negli Usa il lavoro dei sogni è in Airbnb
Dimenticate le vetrate panoramiche di Google nel campus di Mountain View o gli immensi open space di Facebook. La migliore azienda negli Stati Uniti dove lavorare è Airbnb, il sito web specializzato nella prenotazione online di case e alloggi in tutto il mondo. La notizia arriva dalla classifica compilata ogni anno dalla società Glassdoor, sulla base delle preferenze degli stessi impiegati e pubblicata da Bloomberg. Motivi? Ottimi benefit, possibilità di fare carriera, una chiara direzione di marcia e dipendenti che si sentono apprezzati. "Persone incredibili, un clima di lavoro pieno di stimoli, una cultura insuperabile che non è finta e solo postata su una pagina di internet, ma reale", uno degli entusiastici commenti raccolti. Anche i turisti sembrano apprezzare, sono sempre di più infatti quelli che utilizzano questo circuito per affittare soggiorni all’estero.

Altro che Google e Facebook, negli Usa il lavoro dei sogni è in Airbnb
Airbnb, fondata nel 2007 a San Francisco ed estesa ormai a oltre 34mila città, si toglie dunque lo sfizio di entrare per la prima volta in classifica togliendo direttamente lo scettro di miglior posto di lavoro a Google che lo aveva conquistato nel 2014. Il Colosso di Mountain View scende all’ottavo posto, mentre il secondo gradino del podio è occupato da Bain & Company e il terzo da Guidewire. Seguono, al quarto posto Hubspot, al quinto Facebook, al sesto LinkedIn e al settimo Boston Consulting Group. A completare la top ten, Nestlé Purina PetCare (nona) e Zillow (decima) mentre Apple e Twitter si piazzano solo al 25esimo e al 26esimo posto. Un successo inaspettato quello di Airbnb, anche alla luce delle tante campagne mediatiche degli albergatori e degli operatori del turismo, che non vedono di buon occhio questo business che fa saltare il processo di intermediazione tra proprietari e affittuari. L'accusa è quella di concorrenza sleale soprattutto in riferimento a quel target di turist che per le vacanze sceglie luoghi low cost dove soggiornare.



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