Il Pentagono parla di guerra e Putin pensa all'atomica

09 dicembre 2015 ore 21:29, Orietta Giorgio
Il Pentagono parla di guerra e Putin pensa all'atomica
“La realtà è che siamo in guerra“, queste le parole pronunciate dal capo del Pentagono, Ash Carter, in un'audizione davanti alla commissione Difesa del Congresso, parlando della strategia degli Stati Uniti contro l'Isis.

E ammette: "Sono d'accordo con il generale Dunford (il capo delle forze armate statunitensi, ndr): non abbiamo contenuto l'Isis”. Gli Stati Uniti, ha spiegato Carter, “sono pronti all'invio di elicotteri Apache e consiglieri militari in Iraq” per aiutare le forze locali a riconquistare la città di Ramadi. Ha sottolineato, comunque, che il dispiegamento di “significative” forze di terra Usa nell’area, non sia una buona idea perché “americanizzerebbe” il conflitto.

Carter ha comunicato di aver "personalmente contattato” 40 Paesi per chiedere un maggiore contributo nella lotta allo Stato islamico e ha sollecitato la Russia a stare "dalla parte giusta". 

E Putin pensa all’atomica: “Spero di non dover mai usare le armi nucleari” contro i terroristi. I missili “Kalibr”, come quelli lanciati dal sommergibile "Rostov sul Don" (in immersione nel Mediterraneo) e utilizzati contro due postazioni dell'Isis nella zona di Raqqa, “possono essere armati sia con testate convenzionali sia con testate speciali, cioè nucleari”.

Putin ha chiarito: “nulla di tutto questo è utile nella lotta ai terroristi” sottolineando così la sua propensione ad evitare l’uso delle armi atomiche.  Un’ulteriore conferma in merito è arrivata dal capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov: “Il presidente Putin ha detto che ce la possiamo fare tranquillamente con le armi convenzionali, cosa che corrisponde pienamente alla nostra dottrina militare”.

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