Debiti Nazismo, Pontecorvo: "Tsipras propagandistico contro la Merkel. Putin, Usa e Isis: cosa è cambiato"

09 febbraio 2015 ore 15:02, Micaela Del Monte
Gianluca Pontecorvo, esponente della Comunità ebraica di Roma e co-fondatore del Progetto Dreyfus, ha commentato la mossa di Tsipras nei confronti della Merkel e il crollo del bipolarismo tra Stati Uniti e Putin che incide nella lotta contro l'Isis.

Debiti Nazismo, Pontecorvo: 'Tsipras propagandistico contro la Merkel. Putin, Usa e Isis: cosa è cambiato'

Tsipras chiede alla Germania il risarcimento per i Nazismo e la guerra. Come giudica tale richiesta?

«Rispetto ad un anno fa il risultato delle elezioni greche ha sorpreso gli europei, ma chi ha seguito bene la vicenda e conosce meglio lo scenario del Paese sa benissimo che la Grecia sta affrontando un periodo di profonda crisi, non solo economica ma anche sociale. A farne le spese potrebbe essere proprio l'Europa. Dato il ruolo della Germania nella scelta della politica dell'austerity, il risarcimento richiesto da Tsipras sembra essere un discorso più che altro propagandistico vista anche la squadra scelta dal Governo greco. Sembra più essere una "dichiarazione di guerra" al potere della Merkel. Confidiamo tutti nel buonsenso affinchè si arrivi ad un accordo, sperando che le forze europee riescano a mantenere l'unità perché è fondamentale in questo momento che la Grecia resti nell'UE per non creare poi un "effetto-contagio" che vada a coinvolgere altri paesi del sud-Europa».   

 Putin afferma che contro l'Isis non si è fatto abbastanza, è d'accordo?

«L'affermazione è molto forte, non a caso lo scacchiere internazionale in questi giorni sta subendo dei veri e propri scossoni. Non ultimo l'incontro che Putin ha avuto con il Presidente egiziano al-Sisi. Questo deriva da una politica internazionale di Obama che è stata molto passiva e che ha lasciato tutto lo spazio e il tempo alla Russia di potersi muovere nei confronti di quei Paesi con i quali negli ultimi anni non c'erano più rapporti su vari livelli. Quella di Putin è stata una mossa per riconquistare un'influenza che non ha più da quando il modello del bipolarismo è crollato. Sicuramente l'Isis è un problema che riguarda anche loro, bisognerà capire tecnicamente quali saranno gli interventi che la Russia potrà mettere in atto contro questa minaccia internazionale».   

L'attacco di Anonymous ai siti vicini all'Isis che peso può avere?  

  «La guerra cibernetica è di fondamentale importanza nello scacchiere internazionale. Mentre tutti gli Stati si stanno dotando di eserciti di hacker e strumentazione ad hoc per combattere, il mondo e l'opinione pubblica non riesce ancora a capire l'importanza di questi aspetti. Ad oggi gli hacker dell'Isis sono molto più avanzati di quello che gli analisti occidentali possono immaginare e questo sposta e non di poco alcuni equilibri. Basti pensare che anche Israele, oltre  li Usa, è stata attaccata nelle sue varie amministrazioni (dalle banche agli uffici ministeriali) da attacchi DDOS o infettati da Malware. E qui anche Anonymous ricopre un ruolo di player di prim'ordine dal punto di vista dell'attivismo cibernetico perché sta cercando di mettere in atto una "guerra" di comunicazione mediatica per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica rispetto a certe tematiche. E la conseguenza - tra le altre cose -  è di limitare l'attività dei jihadisti cibernetici e riproporre, dal loro punto di vista, il concetto di "giustizia sociale". La rete è uno strumento, è come la si utilizza che fa la differenza».    
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