I monumenti d'Italia in viola, perchè è il colore dell'epilessia

09 febbraio 2016 ore 10:36, Lucia Bigozzi
Il viola è il colore contro lo stigma, la “targa”, il pregiudizio. Quello che purtroppo ancora c’è quando si parla di epilessia. Viola è il colore di una duplice battaglia, contro la malattia e contro gli effetti collaterali sociali, spesso poi non così tanto collaterali. E per evitare il pre-giudizio molto spesso i pazienti nascondono la malattia, con tutta la sofferenza che a livello psicologico un atteggiamento del genere si porta dietro. Sono gli studi scientifici ed educativi a dire che più di un terzo (38%) di bambini e adolescenti ha tenuto segreta la propria malattia alle altre persone in qualche occasione, per il timore di essere trattati in modo diverso (38%) e in base alla convinzione che la gente non dovrebbe venirne a conoscenza (47%). E’ l’indagine condotta dal Future in mind dell’International Bureau of Epilepsy (IBE) e risulta ad oggi la più aggiornata. E a rafforzare il concetto ci pensa Giuseppe Capovilla neuropsichiatra infantile, direttore del Centro Epilessia di Mantova, Presidente della Lice ed esperto di epilettologia per l’Aifa e l’Ema secondo il quale “le cose non sono diverse dal passato” perché “il pregiudizio non è scomparso: l’epilessia si continua ad associare erroneamente alla pazzia e al ritardo mentale”. Ed è incredibile che nel 2016 ci sia ancora qualcuno che senza il minimo tentennamento fa l’equazione epilessia uguale pazzia. 

Il viola è il colore che accompagna e significa la giornata contro l’epilessia che quest’anno ha tinto di viola i principali monumenti delle città italiane. A Roma in piazza di Spagna la Barcaccia è stata tinta di viola, come a Genova la fontana di piazza Ferrari o in Puglia coi sette monumenti diventati “purple”. A sostenere l’iniziativa è anche il Collegio IPASVI Firenze, ovvero l’ente ordinistico degli infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia e sollecita tutti a partecipare alla giornata di sensibilizzazione e per sostenere la ricerca scientifica. “Un fascio di luce simbolico che racchiude sì sofferenza, ma anche possibilità di vivere normalmente la patologia”. L’epilessia colpisce prevalentemente nella prima parte della vita, fino a vent’anni, ma secondo le ricerche scientifiche può manifestarsi anche in età avanzata, ovvero nella fase della vecchiaia. E se la scienza ha fatto fin qui notevoli passi avanti, va anche ricordato che non tutti i tipi di epilessia trovano una efficace risposta nelle cure, anche perché alcuni pazienti durante il trattamento manifestano una resistenza fisiologica all’effetto dei farmaci. E va ricordato, per chi fosse ancora avvolto dalla nebulosa del pre-giudizio, che una corretta terapia e controlli periodici, il paziente è in grado di condurre una vita assolutamente normale e pienamente attiva. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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