Da Giannini a Sanremo Anzaldi demolisce la Rai 'di Governo': "Renzi non mi smentisce"

09 febbraio 2016 ore 11:52, Andrea De Angelis
Da Giannini a Sanremo Anzaldi demolisce la Rai 'di Governo': 'Renzi non mi smentisce'
"Quando dico qualcosa, di solito il Pd mi viene dietro. E ricorderà che quando la Berlinguer intervistò Renzi, dopo il nostro ultimo colloquio, lui certo non mi smentì". Parola di Michele Anzaldi, sentito dal collega Ronconi sul Corriere della Sera. Forse proprio queste parole, le ultime del colloquio, danno l'idea di quanto le sue dichiarazioni siano politicamente rilevanti. Parole che arrivano a poche ore dall'inizio di Sanremo e seguono già recentissime polemiche. 

Il deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai in un'intervista al quotidiano La Stampa aveva praticamente chiesto il licenziamento di Massimo Giannini, conduttore del talk show di approfondimento politico in onda il martedì sera. Parole che aprirono un caso politico e che ora vengono in parte ripetute anche al noto quotidiano: "Guardi, né io né il Pd vogliamo licenziare Giannini: anche perché, regolamenti alla mano, proprio non possiamo. Detto questo, il problema non si pone più perché Giannini è già stato virtualmente licenziato dagli italiani. Fa ascolti imbarazzanti. Ricordo solo che il suo editoriale di martedì scorso è andato in onda tra le 21,05 e le 21,10, esattamente quando Rai 3 è crollata all’ultimo posto tra le reti generaliste. Ma siccome Giannini lavora in un’azienda dove ormai tutto è possibile, invece di starsene buono e mortificato, l’altra sera è pure andato a parlare male di chi lo paga, e stendiamo un velo pietoso sulla cifra del suo stipendio, a Fuori Onda, su La7, miracolosamente diventata diretta concorrente di Rai 3, grazie alla fallimentare direzione di Andrea Vianello. Che, ovviamente, come pure Leone, se ne sta ancora lì, bello tranquillo al suo posto". Insomma, Anzaldi ne ha davvero per tutti e non risparmia neanche Sanremo. Le critiche in questo caso, a poche ore dall'inizio della kermesse musicale italiana più nota al mondo, arrivano attraverso uno dei personaggi scelti da Carlo Conti per il suo "secondo mandato" al Festival. "Ecco, appunto: leggo che il personaggio principale sarà l’attore Gabriel Garko, giusto? Bene: Garko però è l’attore di punta delle fiction Mediaset, e ce n’è pronta una, con lui protagonista, che partirà subito dopo il Festival. Chiedo: è normale che la Rai lanci i divi di Mediaset? È commerciale? Dall’Orto e la Maggioni che ne pensano?".

Parole di fuoco, che arrivano chiarissime al destinatario. Anzi, ai destinatari. Tra questi c'è anche Berlinguer: "Continua a fare sfacciatamente una sorta di “panino”, dove mette insieme governo e opposizione, senza dare voce alla maggioranza. Una distorsione inaccettabile! Al contrario, e questi sono giudizi dell’Agcom, che ha risposto a due esposti del M5S, nei quali si accusavano i tigì di essere fascisti e a favore di Renzi, il Tg1 e il Tg2 si comportano bene". Promossi dunque (se a pieni voti sarà il tempo a dirlo) Mario Orfeo e Marcello Masi
Il giudizio suoi nuovi vertici è lapidario: peggiori dei predecessori. "Purtroppo, dopo sei mesi, dobbiamo ammetterlo: su Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni ci siamo sbagliati. Da quando ci sono loro, la Rai è peggiorata tantissimo. Sia sul piano della comunicazione, sia su quello della trasparenza... La verità è che quei due si sono rivelati peggiori dei loro predecessori". E ancora: "Ma lo sanno Dall’Orto e la Maggioni come sono arrivati lì? Ce li abbiamo messi noi della Vigilanza, con una serie di votazioni a catena complicatissime, con uno straordinario lavoro di mediazione politica. E adesso che fanno? Non vedono, non sentono, non parlano». Ma leggono, sicuramente, anche le sue parole. 



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