Cottarelli: "Il debito alto? Ammazza redditi classe media e mercati"

09 febbraio 2016 ore 11:43, Luca Lippi
Carlo Cottarelli tornato al suo incarico nel Fmi dopo l’esperienza mortificata come commissario alla Spending Review in Italia, a margine della visita del nostro Presidente della Repubblica a Washington ha presentato il suo libro sul debito pubblico italiano edito da Feltrinelli e ha dichiarato: “Il debito sia pubblico che privato è troppo alto e la classe media quella che una volta sosteneva la domanda, sta scomparendo”. Dietro questa affermazione c’è la complessità di un ragionamento che in termini matematici non ha alcuna possibilità di essere impugnato; rassicura sul fatto che i timori paventati dai media sono timori troppo amplificati, tuttavia non si più nascondere una complessa struttura strutturale che non consente in nessun modo di intervenire sugli indicatori allo scopo di migliorare in tempi necessari una china che nel medio termine deteriora l’economia mondiale. A tale proposito afferma: “Quei problemi strutturali riemergono ogni tanto e secondo me in buona parte sono legati al grosso cambiamento che c’è stato nella distribuzione del reddito negli ultimi 20-30 anni: la classe media si è impoverita e ha meno potere di acquisto. Per indurla a consumare, e questo è molto chiaro in Usa, si sono dovuti tenere i tassi di interesse molto bassi e quindi le famiglie si sono indebitate (…) in generale, il debito delle famiglie nel mondo avanzato è aumentato. Questo significa che quando i tassi di interesse iniziano ad andare su, [quelle famiglie] possono avere dei problemi. Questo è quello che è successo e che dopotutto ha portato alla crisi nel 2008”.

Cottarelli: 'Il debito alto? Ammazza redditi classe media e mercati'
Il discorso è logico, meno logica è la cecità che offusca le decisioni per correggere il verso a una situazione che sta creando diverse situazioni esplosive in termini di tenuta sociale. Secondo Cottarelli una delle cause che sta creando la crescita del debito è la prolungata stagnazione dei tassi a livelli bassi, tuttavia è complicato credere che un’area economica possa scientemente decidere di rialzare i tassi procurando rivalutazione della moneta e castrandosi sul mercato delle esportazioni che è l’unico a sostenere le economie occidentali troppo deboli ormai da anni a causa della scomparsa dei consumi interni.
Purtroppo i tassi bassi hanno portato gli individui (chi poteva permetterselo) a indebitarsi, l’indebitamento è andato a coprire la sopravvivenza giacché i redditi non sono più stati sufficienti, e quindi le scarse politiche di aumento dei redditi alle famiglie va in accantonamento per pagare il debito accumulato e niente ai consumi.
Cottarelli ha fatto anche qualche riferimento al crollo del prezzo del petrolio che non si è trasformato in volano per l’economia perché, secondo l’ex commissario la spending review, le famiglie hanno accumulato troppo debito e quindi i discorso dei redditi che si trasferiscono altrove si conferma. Dice a proposito: “Il denaro risparmiato al benzinaio non è stato speso altrove ma piuttosto è stato risparmiato dalle famiglie perché hanno accumulato troppo debito. Questa situazione di debolezza crea in generale bassa crescita; quando c’è bassa crescita, succede che i mercati finanziari si preoccupano. Questi su e giù che vedete sono dovuti a un estremo nervosismo, che potrà anche essere ingiustificato ma che secondo me è legato a problemi strutturali”.
Esamineremo più nel dettaglio l’argomento, tuttavia Cottarelli ha già avvertito qual è il problema strutturale, speriamo non resti inascoltato.

autore / Luca Lippi
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