Obama anti-Zika: la strategia per la ricerca passa per i fondi

09 febbraio 2016 ore 11:46, Americo Mascarucci
Obama anti-Zika: la strategia per la ricerca passa per i fondi
"Presenteremo una proposta legislativa al Congresso per finanziare sia la ricerca sui vaccini e la diagnostica ma anche per programmi di salute pubblica”. 
Il virus Zika fa paura soprattutto dopo che sono stati riscontrati i suoi effetti negativi sulle donne in gravidanza e si è scoperto che può essere trasmesso, oltre che con le punture delle zanzare, anche attraverso i rapporti sessuali. 
Il presidente Usa Barack Obama ha annunciato quindi l’intenzione di chiedere al Congresso lo stanziamento  di una somma pari a 1,8 miliardi di dollari per fronteggiare l’emergenza. Soldi che serviranno soprattutto per finanziare la ricerca sui vaccini e per capire realmente l’esatta dinamica dei collegamenti fra le malformazioni dei neonati e la trasmissione del virus sulle donne in gravidanza. Mentre infatti sulle altre persone il virus non lascerebbe particolari conseguenze, al di là di una febbre particolarmente alta che potrebbe colpire i soggetti con le difese immunitarie più fragili, febbre tuttavia destinata a passare, per le donne in dolce attesa i rischi sarebbero maggiori con la possibilità che il neonato possa nascere con serie malformazioni. 
Per questo negli Usa alle donne in gravidanza è stato sconsigliato di recarsi in quei paesi, il Brasile su tutti, in cui il virus è maggiormente sviluppato. Tuttavia Obama nell'annunciare investimenti sulla prevenzione e la ricerca invita gli americani a non lasciarsi prendere dal panico ridimensionando l’allarmismo. "La buona notizia è che non è come Ebola, la gente non muore per Zika – spiega Obama - molte persone hanno contratto il virus e non se ne sono neanche accorte.  Le autorità sanitarie devono anche determinare l'esatto collegamento tra il virus e le malformazioni dei neonati ma sembra che rischi significativi vi siano per le donne in gravidanza o che stanno considerando di avere un bambino".
La maggior parte dei fondi richiesti dalla Casa Bianca, quasi 1,5 miliardi di dollari, saranno destinati al dipartimento della Sanità e trasferiti ai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). Uno stanziamento di 200 milioni di dollari andrà alla ricerca per i vaccini, mentre altri 250 milioni saranno destinati a Puerto Rico dove è stata dichiarata l'emergenza dopo che si sono registrate 22 infezioni.
Sono previsti anche 335 milioni per l'U.S. Agency for International Development, l'agenzia di cooperazione allo sviluppo, e 41 milioni al dipartimento di Stato per aiuti ai Paesi maggiormente colpiti dall'epidemia. 

Intanto cresce l'allarme anche in vista dei giochi olimpici in programma a Rio de Janeiro tra il 5 e il 21 agosto 2016. Patrick Sandusky, portavoce del Comitato olimpico statunitense (Usoc) ha dichiarato: "Stiamo monitorando da vicino la situazione con il Cdc (il Centro statunitense di controllo e prevenzione delle malattie), con gli organizzatori di Rio 2016, con l’Organizzazione mondiale della sanità e con vari specialisti delle malattie infettive. In più stiamo compiendo ogni passo necessario per garantire che la nostra delegazione sia consapevole delle raccomandazioni delle autorità sanitarie statunitensi riguardo al viaggio in Brasile". Tuttavia il Comitato ha consigliato agli atleti che temono per la loro salute o che ritengono di poter essere più a rischio in caso di infezioni a non partecipare alle olimpiadi. 

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