Cirinnà, ddl in Senato: è il voto segreto l'arma a doppio taglio (anche in casa grillina)

09 febbraio 2016 ore 13:06, Americo Mascarucci
Cirinnà, ddl in Senato: è il voto segreto l'arma a doppio taglio (anche in casa grillina)
Il Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili torna in discussione al Senato dopo le dichiarazione di Beppe Grillo sulla libertà di coscienza rilasciate nello scorso fine settimana.
Incredibilmente le dichiarazioni dell’ex comico circa la necessità da parte del Movimento 5Stelle di non imporre ai parlamentari la linea del sì ad ogni costo, hanno fatto più rumore del Family Day del sabato precedente perché hanno di fatto incrinato le certezze del Governo e dei fautori del testo sull'approvazione del ddl in Senato. 
Eventuali ripensamenti in casa 5Stelle potrebbero mettere a rischio un voto che si annuncia molto risicato, ma che pallottoliere alla mano e dando per scontato il sì di tutti i senatori grillini dovrebbe concludersi con l’approvazione della legge.
Le dichiarazioni di Grillo sono state una vera e propria doccia gelata per Renzi e il Pd che ora temono possibili "imboscate" anche laddove pensavano di poter dormire sonni tranquilli. 
Naturalmente il problema resta quello della stepchild adoption ossia la norma riguardante le adozioni per le coppie gay, adozioni tuttavia riservate solo ed esclusivamente nel caso in cui uno dei due partner abbia un figlio biologico. E’ proprio su questo punto che Grillo ha lasciato libertà di decisione ai senatori penta stellati consapevole di quanto, anche fra l'elettorato grillino, il tema sia molto dibattuto e contrastato e di come non sia opportuno andare allo scontro con il mondo cattolico. 
Il dietrofront dell’ex comico arrivato dopo che fino al giorno prima i dirigenti del Movimento avevano ribadito la linea del sì al ddl Cirinnà, ha fatto dichiarare al Ministro dell’Interno Angelino Alfano che "la partita si è riaperta e che quindi da parte del Pd era opportuno un cambio di strategia". 
Cambio che però al momento non sembra esserci. Il Pd è deciso ad andare avanti per la sua strada portando in aula il ddl così com'è senza modifiche, e con inclusa la stepchild adoption. Nessuna mediazione dunque con i centristi di Area Popolare che si erano detti pronti a rivedere la loro posizione di chiusura nei confronti delle unioni civili qualora il Pd avesse accettato di stralciare la norma sulle adozioni. 
Tuttavia all'interno del Pd sembra restare in campo la proposta dei cattodem sull'affido rafforzato in alternativa alla stepchild, attraverso un apposito emendamento che si sta cercando di far ritirare.  L’affido rafforzato sarebbe una sorta di affido straordinario disposto da un giudice ad una coppia gay, istituto questo che, se approvato, farebbe venir meno ogni timore circa il rischio che la stepchild possa favorire il ricorso alla maternità surrogata, o utero in affitto. Ma nel Pd come detto si starebbe lavorando ad una mediazione, ossia a rendere la stepchild meno indigeribile, magari inserendo dei paletti e rendendo l'adozione meno automatica e vincolata a determinati presupposti
La legge per essere approvata necessita di 161 consensi che ci sarebbero, seppur per pochi voti, se tutti i senatori 5Stelle compatti voteranno sì.  
Stando alle dichiarazioni dei suoi esponenti, le dichiarazioni di Grillo non avrebbero spostato gli equilibri né il giudizio dei parlamentari. I voti, assicurano i grillini, ci saranno comunque ma rispetto a qualche giorno fa la certezza non può più essere considerata così granitica.  Fra i cattolici del Pd, trenta in tutto, almeno una decina avrebbero comunque assicurato il loro voto favorevole pur turandosi il naso. E un sì dovrebbe arrivare dalla pattuglia di Denis Verdini che conta quindici senatori. 
A questo punto per scongiurare eventuali sgambetti in casa grillina, da parte del Pd sarebbe partito un pressing anche su alcuni dissidenti di Forza Italia e di Area Popolare. Pochi o tanti che siano anche i loro voti potrebbero alla fine rivelarsi determinanti. Ma per ottenere questo sarà necessario il voto segreto che però il Pd vorrebbe evitare e limitare soltanto alla norma sulla stepchild adoption per soddisfare le richieste di Area Popolare e dei cattolici del Pd. Ma il voto segreto a questo punto diventerebbe un’arma a doppio taglio perché potrebbe tornare utile anche ai 5Stelle per dissentire dalla linea ufficiale del Movimento e seguire Grillo sulla libertà di coscienza. 
Ma Renzi a questo punto non può più permettersi di far passare il ddl senza la norma sulle adozioni. E allora che fare? Come garantirsi i voti necessari per mettere in sicurezza la legge? Stralciare la stepchild potrebbe alla fine diventare l'unica soluzione possibile per non far saltare per aria l'intero disegno di legge.

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