Sanzioni M5S e quella strana coincidenza. Guerini (e il Pd) sfodera la legge sui partiti

09 febbraio 2016 ore 15:34, Lucia Bigozzi
Strana coincidenza o strategia ad hoc? Potrebbe essere entrambe le opzioni perché la sensazione è che i grillini ne tirano fuori una e i dem corrono a preparare la legge. Ma in questa sorta di “gioco” tra avversari politici (e la battaglia in vista delle amministrative e poi delle politiche si sta facendo sempre più serrata) chi insegue e chi è inseguito? Misteri della politica 3.0 ai tempi di Renzi e Grillo. Fatto sta che dal Nazareno il numero 2 del partito nonché renziano della prima ora Lorenzo Guerini (vicesegretario Pd) lancia un missile terra-aria contro il corrispettivo di Grillo per le ormai famose sanzioni anti-dissidenti che il Movimento ha inaugurato nel nuovo decalogo per le amministrative, partendo da Roma. Stando alle regole grilline, è prevista una multa salatissima, pari cioè a 150mila euro per quei consiglieri comunali che violeranno le regola stabilite a monte, ovvero in occasione della candidatura. Analogo penalty anche a Torino e in particolare per coloro che una volta eletti, si faranno prendere dalla “fregola” di cambiare “gabbana” trasmigrando in altri lidi politici. Va da sé che se il “codice” grillini è stato partorito per le comunali, in vista delle politiche ce ne sarà un altro, nuovo di zecca e magari con sanzioni più pesanti. Fin qui la cronaca a 5Stelle. 

Sanzioni M5S e quella strana coincidenza. Guerini (e il Pd) sfodera la legge sui partiti
Il vicesegretario dei dem Guerini sferra l’attacco: “Le sanzioni pecuniarie per chi dissente, proposte nel M5S, oltre a sfiorare il ridicolo, credo confermino l'ineludibile esigenza di procedere senza indugi a discutere e approvare una nuova legge sui partiti in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione”. Poi rincara la dose: “Capisco che i grillini si oppongano perché significa garantire trasparenza alla vita dei partiti, regole per la democrazia interna, pluralismo, libertà di dissentire. Ma è un problema che non riguarda questa o quella forza politica, bensì un ‘pezzo’ della qualità sostanziale della nostra democrazia”. Non a caso, il numero 2 del Nazareno ricorda che il Ps ha già presentato un ddl di cui è primo firmatario proprio il vicesegretario dem e annuncia che “altri ne sono stati depositati e sono in Commissione Affari Costituzionali: è il momento di imprimere una accelerazione”. Guerini non è il solo ad attaccare e si trova in buona compagnia, perché contro i 5S è tutto il gruppo dirigente del partito di Renzi a scatenare l’offensiva: “O decide sempre la rete o c'è libertà di coscienza” dice provocatoriamente la parlamentare Alessia Morani mentre la senatrice Francesca Puglisi, definisce quelli grillini “linguaggi e strumenti ridicoli, che denotano una cultura fascista”. E il senatore Stefano Esposito, già assessore capitolino nell’ultimo scorcio della legislatura di Ignazio Marino, rinnova l’affondo: “Ora mi aspetto olio di ricino e manganelli”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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