Di nuovo mozzarelle avariate: i Nas bloccano 1300 chili in partenza. Dove sarebbero finite?

09 febbraio 2016 ore 15:28, Americo Mascarucci
Di nuovo mozzarelle avariate: i Nas bloccano 1300 chili in partenza. Dove sarebbero finite?
I carabinieri del Nas hanno sequestrato 1300 chili di prodotti caseari, in parte privi di etichettatura e in parte con il termine minimo di conservazione scaduto, in un deposito abusivo a Gioia del Colle (Bari).
    L'operazione è stata condotta nell'ambito dei controlli disposti dal Comando carabinieri per la tutela della salute in concerto con il Ministero della Salute. 
Il servizio veterinario, intervenuto sul posto, ha disposto l'immediata chiusura del deposito e la distruzione della merce sotto sequestro. Il controllo, nato da precedenti attività di intelligence che avevano fatto emergere l'anomala presenza di furgoni frigo in un'area geografica dove non ci sono aziende che producono o commercializzano prodotti alimentari, ha impedito che
alimenti potenzialmente pericolosi per la salute del consumatore venissero immessi nella filiera commerciale nazionale. Al gestore del deposito abusivo e a due commercianti intenti a effettuare operazioni di carico e scarico al momento dell'intervento dei carabinieri del Nas, oltre al deferimento alla competente autorità sanitaria, sono state comminate sanzioni per 10mila euro a fronte di un valore della merce sequestrata di 30mila euro.
Un'operazione che la dice lunga su quanto scrupolosa si sia fatta l'attività di indagine dei nuclei preposti contro la commercializzazione di alimenti scaduti. Soprattutto le mozzarelle sarebbero i prodotti sottoposti al controllo più rigido e anche quelli su cui maggiormente si verificherebbero le maggiori trasgressioni in ordine alla vendita oltre i termini previsti.
Ecco alcuni recenti precedenti.

22 gennaio 2015: Prodotta con ingredienti ritirati dal mercato, la mozzarella di un caseificio del Salernitano finiva sulle pizze di decine di ristoranti e pizzerie. Dopo una lunga indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, i Carabinieri del Nucelo Antisofisticazione hanno posto i sigilli al caseificio che produceva mozzarella senza approvvigionarsi di latte. I militari  di Salerno, coordinati dalla locale procura, hanno accertato che i latticini venivano prodotti con ingenti quantitativi di cagliata proveniente dall'Est Europa mescolati con prodotti da latte ritirati dal mercato, perché scaduti o alterati.


28 agosto 2015: Mozzarelle scadute somministrate ai pazienti di un ospedale. È quanto accaduto a Messina. Ad accorgersene il parente di un degente, un carabiniere che ha immediatamente allertato i colleghi, dando il via ad un’indagine e al sequestro dei latticini. Immediati pure i provvedimenti della dirigenza dell'ospedale, che ha applicato una penale alla ditta erogatrice del servizio.

31 ottobre 2015: Mozzarelle scadute da giorni, ma ancora posizionate nel banco frigo del supermercato. A seguito di una segnalazione anonima i militari del Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità) hanno effettuato un sopralluogo in un discount nel Padovano. I carabinieri, al termine degli accertamenti di rito, hanno contestato ai proprietari del negozio la presenza di sei confezioni di mozzarella non vendibili al pubblico perché scadute. 

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