Equitalia, via le "ganasce" se paghi a rate e recuperabile solo il 5% dei crediti

09 febbraio 2016 ore 16:05, Lucia Bigozzi
“Equitalia ha gestito circa 5,6 milioni di istanze di rateizzazione, per un valore di oltre 107 miliardi di euro”. Numeri che parlano da soli e che l’amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, snocciola in audizione davanti alla Commissione Finanze del Senato. Il contesto è la presentazione dell’attività portata avanti dal 2008 fino all’anno che si è appena chiuso. Un anno, il 2015, dove stando alle parole di Ruffini, “gli incassi di rateazione hanno rappresentato circa il 50 per cento del totale degli incassi”, cosi come era già accaduto nel 2014. Il che significa che la gente che ha conti in sospeso con Equitalia ricorre sempre di più alla rateizzazione. Il che significa anche che la gente ha sempre meno soldi in tasca. Un fenomeno consistente, rispetto al quale l’Ad di Equitalia evidenzia l’origine, ovvero il fatto che Equitalia dal 2008, anno della sua costituzione, al 2015 ha avuto a che fare con qualcosa come 5,6 di richieste di rateizzazione. Nell’anno appena chiuso sono state 1.216.784 per un totale di 22,7 miliardi. Finora ne sono state accolte 1.179.308 e respinte solo 28.189 per mancanza dei requisiti di legge”.
Ma l’altro dato che salta agli occhi, forse anche più inquietante del primo, riguarda il capitolo dei crediti non riscossi a cominciare dal 2000, ovvero negli ultimi 16 anni: in questo caso la somma ammonta a 1.058 miliardi che è poi la metà del debito pubblico dell’Italia. Numeri da choc. 

Equitalia, via le 'ganasce' se paghi a rate e recuperabile solo il 5% dei crediti
Di tutta questa montagna di soldi non riscossi “le posizioni effettivamente lavorabili” sono nientemeno che il 5 per cento del totale, cioè solo 51 miliardi, come spiega Ruffini che definisce il problema “una patologia estrema”. Dei 1.058 miliardi di carichi affidati ad Equitalia, il 20,5 per cento è decaduto per volontà degli enti creditori in quanto considerato impossibile da incassare, mentre dei restanti 841 miliardi, più di un terzo sono poco o per niente recuperabili dal momento che si riferiscono a soggetti falliti o morti oppure che risultano nullatententi. Riscossione sospesa su altri 28 miliardi per via di procedimenti giudiziari in corso. Fotografia impietosa. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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