Roma, la gelataia romena? Una ricercata in Belgio. Ora è a Rebibbia

09 febbraio 2016 ore 16:18, Lucia Bigozzi
La cercavano in ogni angolo del mondo per una sfilza di reati, ma lei faceva la gelataia a Roma. Ora è a Rebibbia. E’ finita così’ la “doppia vita” di una trentenne originaria della Romania e apparentemente insospettabile. Lavorava in una gelateria del centro storico della Capitale, proprio dove i carabinieri del Nucleo Investigativo l’hanno arrestata. Sulla sua testa pendeva un mandato di cattura internazionale per i reati di istigazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I militari dell’Arma hanno atteso che la ragazza finisse il suo turno di lavoro in un esercizio commerciale in via della Ripetta e le hanno messo le manette ai polsi. Le autorità del Belgio la stavano cercando per mari e monti dal novembre 2014, quando cioè nei confronti della trentenne rumena era stato emesso un ordine di arresto disposto dalla Corte di Appello di Liegi. La donna deve scontare una condanna a quattro anni di reclusione per una serie di reati collegati a un giro di prostituzione che, secondo i magistrati, lei stessa avrebbe messo in piedi durante il suo soggiorno in Belgio e precisamente a Verviers nel periodo compreso tra il 2012 e il 2013. 

Roma, la gelataia romena? Una ricercata in Belgio. Ora è a Rebibbia
L’attività investigativa portata avanti dagli uomini della polizia belga era scattata a seguito della denuncia di una ragazza che, rispondendo ad un annuncio pubblicato in Romania che offriva opportunità lavorative in altri Paesi – poi rivelatosi falso - si era recata in Belgio dove aveva preso contatti con la trentenne romena che, anziché spiegarle nel dettaglio le opportunità professionali contenute nell’annuncio al quale aveva risposto, l’avrebbe costretta a stare in una camera d’albergo, togliendole il passaporto e il telefono cellulare. Quindi l’avrebbe costretta a prostituirsi, ma la giovane era riuscita a fuggire e a chiedere aiuto alle autorità di polizia. Indagini lunghe e meticolose che hanno consentito anche di scoprire che dietro al giro di prostituzione c’era una organizzazione criminale che aveva realizzato una vera e propria tratta di ragazze, destinate al “mercato” del sesso in Belgio. In questo contesto, la trentenne romena arrestata a Roma, insieme a una connazionale, si sarebbe occupata della gestione delle ragazze costrette a prostituirsi, incassando poi i proventi della loro attività. La ragazza è stata rinchiusa nel carcere romano di Rebibbia, in attesa di essere consegnata alle autorità del Belgio. 

autore / Lucia Bigozzi
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