Insetti sterili e mutanti: pronta l'arma anti-Zika

09 febbraio 2016 ore 18:56, Micaela Del Monte
L'incubo Zika va ormai diffondendosi molto rapidamente e nell'isteria generale si sta cercando di trovare una soluzione che metta un punto alla diffusione del virus. Dopo la scoperta che la trasmissione può avvenire anche attraverso il sesso e forse anche attraverso altri fluidi corporei oltre che alla puntura dell'insetto in sé si è iniziato ad approfondire maggiormente l'argomento del vaccino.

Ma ci sarebbe anche un'altra soluzione che permetterebbe alle zanzare di smettere di riprodursi e dunque di continuare a diffondere il morbo. A proposito la Fao ha annunciato oggi l’intenzione di dare il suo contributo nella lotta al virus Zika, di concerto con l’Oms, e per farlo propone una soluzione di lungo periodo che potrebbe essere una buona alternativa all’uso intensivo di insetticidi. Questi prodotti chimici, seppur indispensabili nel contrasto di un morbo che si sta espandendo velocemente, sono dannosi per la salute dell’uomo e dell’ecosistema. Pertanto l’Agenzia considera anche metodi alternativi, come l’uso della ‘tecnica dell’insetto sterile’ sviluppata dal programma congiunto tra la Fao e la Iaea (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica) sulle tecniche nucleari nell’alimentazione e nell’agricoltura.
Insetti sterili e mutanti: pronta l'arma anti-Zika
Questa- come ha spiegato l’Agenzia per l’Alimentazione e l’agricoltura in un comunicato- e’ una forma di controllo dei parassiti “che utilizza radiazioni ionizzanti per sterilizzare gli insetti maschi, che vengono riprodotti in serie in strutture speciali di allevamento”.

"Questo metodo- ha chiarito ancora l’Agenzia- è stato usato con successo in tutto il mondo per oltre 50 anni per vari parassiti agricoli, come i moscerini della frutta, le mosche tse-tse, le mosche callifore e le tignole. Il suo impiego contro le malattie trasmesse dalle zanzare- prosegue- come ad esempio il vettore del virus Zika, quello del virus dengue e quello del virus chikungunya, e’ in fase sperimentale con alcuni test pilota che si sono conclusi con successo ed altri che mostrano risultati promettenti”. Oltre alla tecnica dell’insetto sterile, un altro intervento rapido e relativamente semplice consiste nel garantire “la rimozione dell’acqua stagnante utilizzata dalle zanzare per riprodursi”, come informa ancora la nota. Per quanto riguarda l’uso di insetticidi, si ricorda il memorandum di intesa stilato dalla Fao e dall’Oms nel 2007 che prevede una lista di raccomandazioni atte a garantire un uso responsabile e che riduca il rischio di contaminazione dell’ecosistema.

Non solo però, quella dell'insetto sterile potrebbe non essere l'unica nuova soluzione al problema. Un team di scienziati della società biotech britannica Oxitec, spin off dell'Università di Oxford, ha infatti deciso di schierare un esercito di zanzare geneticamente modificate. Una generazione di insetti anti Zika è stata manipolata così da avere nel proprio Dna un gene capace di attivare un processo di morte nelle zanzare. Il gene killer, che viene trasmesso alla prole, impedisce alle larve di raggiungere la maturità. Una seconda modifica genetica fa sì che i piccoli della zanzara brillino al buio. Questa caratteristica verrà usata dagli scienziati che intendono monitorarne il destino degli sterminatori. Il primo test è avvenuto a Piracicaba, una piccola cittadina poco distante da San Paolo. Il locale segretario della Sanità, Pedro Mello, afferma che la strategia ha avuto successo e che ora si progetta di espanderla nella regione. Non solo: l'idea è di investire in una propria fabbrica di zanzare ogm con il gene killer. Il progetto pilota, spiega, ha fatto la differenza, contribuendo a proteggere gli abitanti della zona dalla zanzara che trasmette la Dengue, Zika e la Chicungunya. "Se nella stagione 2014-2015 il distretto protagonista del test ha avuto 133 casi di Dengue, la più alta incidenza nella città di Piracicaba, nel 2015-2016 dopo l'avvio del progetto abbiamo avuto un solo caso".
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