Jobs Act? Renzi chiama la rete: avete 7 giorni per dire la vostra

09 gennaio 2014 ore 18:27, intelligo
Jobs Act? Renzi chiama la rete: avete 7 giorni per dire la vostra
di Claudia Farallo. Il Jobs Act di Renzi è solo una bozza, ma il dibattito è più acceso che mai. In fondo, le proposte lanciate dal segretario del Pd servivano proprio a questo: far partire il dibattito e raccogliere idee, critiche e commenti. Anche quelli della rete. "Dunque non è un documento chiuso, ma aperto al lavoro di chiunque. Anche vostro", chiariva lo stesso Renzi nella eNews di ieri sera. Prossima tappa il 16 gennaio, quando il Jobs Act 'arricchito' sarà presentato ufficialmente in direzione nazionale del Pd. Ma per arrivare a "un vero e proprio documento tecnico" si dovrà attendere un mese. Nel frattempo, politici, militanti, simpatizzanti, addetti ai lavori e popolo della rete sono chiamati a dire la loro. Ecco quindi i punti in esame, per chi vuole contribuire o, semplicemente, sapere quali sono le carte in tavola. Tre le aree su cui intervenire: Sistema, Posti di lavoro e Regole. Cominciamo dalla prima. Per agire sul sistema, Renzi propone di ridurre del 10% il costo dell'energia per le aziende, con particolare attenzione alle piccole imprese, e di modulare le tasse in modo che chi produce lavoro paghi di meno e chi si muove in ambito finanziario paghi di più, così da ridurre del 10% l'Irap per le aziende. Bisognerà poi vincolare "ogni risparmio di spesa corrente che arriverà dalla revisione della spesa alla corrispettiva riduzione fiscale sul reddito da lavoro" e sviluppare la fatturazione elettronica, i pagamenti elettronici e gli investimenti sulla rete. Il segretario del Pd propone poi di eliminare l'obbligo d'iscrizione alle Camere di Commercio e di passare le loro funzioni ad Enti territoriali pubblici. Da eliminare è anche la figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico, mentre è da semplificare dal punto di vista amministrativo la "procedura di spesa pubblica sia per i residui ancora aperti", "sia per le strutture demaniali sul modello che vale oggi per gli interventi militari". La proposta è che i Sindaci decidano le destinazioni e che i soggetti interessati abbiano 60 giorni per dire la loro. Tempi certi ed eliminazione della sospensiva nel giudizio amministrativo. Infine, trasparenza: le entrate e le uscite di amministrazioni pubbliche, partiti e sindacati dovranno essere pubblicate on line. Il Jobs Act conterrà poi dei piani industriali mirati per creare nuovi posti di lavoro in sette settori: Cultura, turismo, agricoltura e cibo; Made in Italy; ICT; Green Economy; Nuovo Welfare; Edilizia; Manifattura. Ultime, ma non ultime, le regole. Entro otto mesi, Renzi prevede di presentare un codice del lavoro che "racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti". Pirorita? Ridurre le attuali più di 40 forme contrattuali e guardare a "un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti". Bisognerà poi prevedere un "assegno universale per chi perde il posto di lavoro", "con l’obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro". Secondo il progetto di Renzi, la formazione professionale finanziata da denaro pubblico dovrà essere rendicontata on line ex post e per l'erogazione dovrà esserci "l’effettiva domanda delle imprese". Le agenzie di formazione dovranno poi essere sottoposte a "criteri di valutazione meritocratici" e ci dovrà essere una "Agenzia Unica Federale che coordini e indirizzi i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali". Infine, il Jobs Act prevede una "Legge sulla rappresentatività sindacale" e la "presenza dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori nei CDA delle grandi aziende". Per contribuire, basta scrivere a matteo@matteorenzi.it. Non resta che augurare un buon lavoro a tutti, in tutti i sensi.
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