Mistero: quella bambina miracolata dal Papa che ci interroga

09 gennaio 2016 ore 8:00, Paolo Pivetti
Miracolo. Mistero. Il 2016 si apre con una domanda: sarà vero? Falso? Presunto? Non si sa. Serviranno verifiche.

Durante l’Incontro Mondiale delle Famiglie a Philadelphia, papa Francesco ha dato un bacio sulla fronte a una bambina affetta da un tumore al cervello che i medici avevano diagnosticato incurabile. Ora, a cavallo dell’anno nuovo, giunge dai genitori la notizia che quel tumore, dopo le verifiche delle risonanze magnetiche, sta regredendo. Cos’è successo? Cosa sta succedendo? Questa notizia, piombata a cavallo dei festeggiamenti del 31 dicembre, ci costringe ad interrogarci non tanto sull’accaduto, quanto su noi stessi.

Che effetto ci fa sentir parlare di un miracolo? Per chi non crede non dev’esser difficile non credere a questa notizia come a tutte le altre notizie di miracoli di cui è disseminata la storia. Ma per un credente, la domanda è seria. Fermo restando l’obbligo della prudenza, siamo disposti a creder possibile un miracolo, oggi? Una bambina di un anno sollevata dalle braccia della mamma fino al Papa perché le dia un bacio in fronte come a chissà quanti altri bambini: può esser passata attraverso le mani di lui, o le sue labbra, una Forza misteriosa e risanatrice che nemmeno lui ha avvertito?

Papa Francesco, pur nel suo percorso a ostacoli fatto di iniziative inedite e di dialoghi rischiosi, non si tira mai indietro dal testimoniare il versante misterioso dell’esistenza. E impegnato com’è nei problemi sociali, nel denunciare la povertà, nella battaglia per una maggiore giustizia, sa riportare tutti questi temi ad una sfera più alta, dove solo la Misericordia di Dio può colmare l’abisso; a una prospettiva dove solo Gesù può difenderci “dal Diavolo che sempre è accovacciato davanti alla nostra porta e vuole entrare.” E un miracolo di oggi è già il fatto che che nessuno, credente o ateo, si sia ancora messo a ridere di fronte a queste parole.

Ben diversa sorte toccò, negli anni '70, a papa Paolo VI che ebbe l’ardire di affermare, allora, che il peccato, il male è “effetto di un intervento in noi e nel nostro mondo d’un agente oscuro e nemico, il Demonio (...) pervertito e pervertitore”. Non solo i cosiddetti laici, ma anche molti cattolici sogghignarono. Quel mondo che si sentiva così “moderno”, chiuso nella certezza ideologica delle sue battaglie solo “politiche” non poté sopportare l’improvvisa, illuminante apertura al Mistero di papa Montini.

Oggi, finalmente delusi dall’ideologia, immersi come siamo nell’angoscia di un male dilagante che sembra sovrastarci, forse siamo più disponibili. Forse siamo pronti per intuire, dietro i segni del male, l’impronta di un Maligno che “sta accovacciato alla nostra porta e vuole entrare”. Forse stiamo riconoscendo, nel mistero del dolore sparso per il mondo, l’esigenza di un miracolo che lo sani.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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