M5S con Alde: il 78,5 % degli iscritti vota sì al matrimonio (di interessi)

09 gennaio 2017 ore 14:39, Americo Mascarucci
La base del Movimento 5Stelle ha detto sì alla svolta europeista di Beppe Grillo.
Il voto online ha infatti approvato a grande maggioranza il passaggio del M5S, dall’Ukip di Farage, il leader del fronte anti-euro e grande sponsor della Brexit, al gruppo dell’Alde, i liberal-democratici che sono invece convinti europeisti.
Ha detto sì il 78,5 % dei partecipanti al voto dando in pratica semaforo verde al cambio di passo. 
"I recenti avvenimenti europei, come la Brexit – ha spiegato Grillo sul suo blog lanciando la consultazione online - ci portano a ripensare alla natura del gruppo Efdd. Con lo straordinario successo del Leave, Ukip ha raggiunto il suo obiettivo politico: uscire dall'Unione europea. Parliamo di fatti concreti: Farage ha già abbandonato la leadership del suo partito e gli eurodeputati inglesi abbandoneranno il Parlamento europeo nella prossima legislatura. Fino ad allora, i colleghi inglesi saranno impegnati a valorizzare le scelte che determineranno il futuro politico del Regno Unito"
Come dire: noi non siamo il Regno Unito e non possiamo seguire una leadership che in Europa non avrà praticamente più alcun ruolo.
M5S con Alde: il 78,5 % degli iscritti vota sì al matrimonio (di interessi)

Ma perché i liberaldemocratici?  
Secondo indiscrezioni sarebbe stato raggiunto un accordo fra Alde e M5S su una revisione dell'euro.
L'Alde è da sempre a favore della moneta unica, ma ha bisogno di accrescere il proprio peso nel Parlamento Europeo, e la truppa grillina, senza dubbio, consentirebbe di raggiungere questo obiettivo incrementando notevolmente i voti del gruppo a Strasburgo.
Grillo da parte sua ha capito che seguire Farage sulla Brexit non è opportuno perché l'Italia non è la Gran Bretagna e non sarebbe probabilmente in grado di reggere un eventuale ritorno alla lira.
Ecco quindi l'esigenza di nuovi partner in Europa in grado di sostenere le battaglie dei pentastellati e legittimare un futuro esecutivo a 5Stelle in caso di elezioni anticipate e di vittoria alle politiche.
Dopo il no dei Verdi, la scelta del campo liberaldemocratico è risultata a Grillo e company la più conveniente dal punto di vista politico (o tecnico come ha detto Luigi di Maio).
Un matrimonio di interesse dunque. che dovrebbe concretizzarsi con una battaglia per la riforma dell'euro.
I liberaldemocratici manterrebbero la loro natura europeista e i 5Stelle non abiurerebbero del tutto al loro essere anti-euro.
Fra la "moneta unica non si tocca" e "via dall'euro", l'incontro a metà strada su una "riforma dell'euro" diventa scelta obbligata.
E per un Movimento che vede sempre di più il Governo a "portata di mano" (legge elettorale permettendo) mettersi contro l'Europa comincia a diventare troppo rischioso. 


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