Anche il Brasile vuole soldi dalla Rai

09 giugno 2014 ore 10:05, Andrea De Angelis
Non bastavano i 150 milioni chiesti da Renzi, con relativa chiusura di un canale e sciopero prima annunciato e poi annullato (almeno sembra) dai dipendenti. La Rai continua a finire sulle prime pagine dei giornali, ma questa volta a causa di una pubblicità che, visti i precedenti, poteva anche essere pensata in maniera migliore.  
Anche il Brasile vuole soldi dalla Rai
    L’Arcidiocesi di Rio de Janeiro ha chiesto 15-21 milioni di reais (5-7 milioni di euro) alla Rai a causa dello spot per i Mondiali, nel quale il Cristo Redentore che domina la città è stato vestito con una maglietta azzurra numero 10. Poco importa che la vestizione sia avvenuta elettronicamente: il risultato è comunque lo sfruttamento dell'immagine di un simbolo non solo di Rio, ma del Brasile intero. I legali brasiliani ritengono infatti che la pubblicità sia non solo irriverente,  ma soprattutto illecita.  L'Arcidiocesi, nel dirsi "oltraggiata", ha fatto questo paragone: "Sarebbe come se una televisione brasiliana facesse uno spot con mulatte in atteggiamenti sconvenienti con i gladiatori del Colosseo".
La Rai, per il momento, non ha risposto in maniera ufficiale alla lettera inviata dai legali brasiliani, ma ha già ritirato lo spot di 30 secondi finito nel mirino dell'Arcidiocesi. Dicevamo, però, dei precedenti: sembra che una ditta di articoli sportivi avesse offerto due milioni di reais (circa 700.000 euro) per vestire il Cristo Redentore, ricevendo un secco no. Anche le poste brasiliane e la Ladbrokes, una società inglese di scommesse, chiesero in passato, senza ottenerlo, una analoga pubblicità. Possibile che la Rai non abbia chiesto l'autorizzazione prima di procedere con la messa in onda dello spot?
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