Amministrative, Massimo Franco: “Sindaci figli dell'astensionismo, l'Italia non si è consegnata a Renzi”

09 giugno 2014 ore 13:23, intelligo
Amministrative, Massimo Franco: “Sindaci figli dell'astensionismo, l'Italia non si è consegnata a Renzi”
di Marco Guerra «Il sindaco più amato d’Italia disarcionato al ballottaggio, roccaforti rosse espugnate da azzurri e penta stellati per la prima volta dal dopoguerra  e  la sinistra che si afferma nel cuore produttivo del Nord. Dopo l’imprevista valanga renziana alle Europee, gli italiani non smettono di riservare sorprese ad una classe politica priva ormai di ogni riferimento e del primato nella rappresentanza del corpo sociale. Ma per capire e analizzare dove sta andando l'elettore italiano, IntelligoNews ha raccolto il commento dell’editorialista del Corriere della Sera, Massimo Franco. I risultati dei ballottaggi smentisco in modo clamoroso molte previsioni della vigilia. Nessuno è più in grado di capire dove va l’elettorato?  «Si conferma un elettorato molto volatile sul quale pesano anche fattori locali, tuttavia il dato più significativo è la continua diminuzione della partecipazione al voto. C’è chi dice che è un trend normale in tutte le democrazie, ma questa volta assistiamo a qualcosa di diverso. Una volta i sindaci erano figli di una stagione di partecipazione politica, ora invece sono figli dell’astensionismo». Forse non esiste più il voto militante che porta alle urne buona parte della popolazione? «Lo zoccolo duro dell’elettorato di sinistra e di destra non esiste più da tempo, il cittadino ora sceglie di volta in volta e in queste ultime elezioni ha voluto premiare il cambiamento, in qualsiasi direzione esso si esprima. Per questo il Pd ha espugnato Pavia e  Forza Italia ha vinto clamorosamente a Perugia. Ma si tratta di sindaci che, per la prima volta, sono stati eletti con un'affluenza al di sotto del 50%. Questo significa che il gradimento reale di questi primi cittadini non raggiunge il 25% dell’elettorato».
Amministrative, Massimo Franco: “Sindaci figli dell'astensionismo, l'Italia non si è consegnata a Renzi”
C’è dunque una crisi di rappresentanza?
«No, c’è una crisi di offerta politica, i cittadini non vedono una reale alternativa tra le varie proposte programmatiche. I partiti non hanno più alcuna capacità di smuore un elettore e di portarlo alle urne. Sui ballottaggi hanno inciso anche gli scandali degli ultimi giorni che hanno coinvolto i due principali schieramenti». Però dopo le Europee tutto il vuoto sembrava riempito da Renzi… «A parte che Renzi non ha fatto campagna per i ballottaggi, e poi la valanga di Renzi al primo turno era dovuta anche al fatto che le elezioni erano condizionate dalla sindrome Grillo in Ue. In realtà il voto moderato ha scelto  Renzi e il Pd per arginare il Movimento 5 stelle che è stato percepito come un scelta troppo radicale e anti-europeista. Alle elezioni locali pesano fattori diversi e la valanga Renzi subisce un arresto perché non è un Paese che ha deciso definitivamente a chi affidarsi». Insomma il Pd è diventato come Forza Italia, che senza il leader in campagna elettorale perde voti? «Renzi fa sicuramente da traino, comunque il Pd non è andato malissimo, ha conquistato diverse città del nord, ma siamo lontani da quel cappotto previsto dopo i risultati del primo turno. Dobbiamo abituarci al fatto che la gente cambia opinione molto rapidamente, anche nel giro di quale settimana. Per questo dico che non è un Paese che ha deciso di consegnarsi nelle mani di Renzi».    
autore / intelligo
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