Medjugorje, parla Brosio: “Dalla Congregazione segnali negativi. Il mio appello a Francesco"

09 giugno 2015, Marco Guerra
Medjugorje, parla Brosio: “Dalla Congregazione segnali negativi. Il mio appello a Francesco'
“Presto decisioni su Medjugorje”. Queste le parole pronunciate dal Papa, durante conferenza stampa con i giornalisti presenti sul volo di ritorno da Sarajevo. Un annuncio che arriva come uno squarcio di luce per tanti milioni di devoti della Madonna di Medjugorje che attendono da circa 18 mesi il pronunciamento della Congregazione per la dottrina della Fede. 

Era infatti gennaio del 2014 quando la Commissione Internazionale nominata da Papa Benedetto XVI e guidata dal cardinale Camillo Ruini passò il dossier sui misteri delle apparizioni mariane nella località dell’Herzegovina alla Congregazione presieduta dal cardinale Ludvig Muller.

Ruini, altri porporati e teologi specialisti fecero una grande lavoro che è durato tre anni e mezzo e che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere iniziato in maniera molto prudente e cauta e terminato con un riconoscimento parzialmente positivo.  Ora però i segnali che arrivano dalla Congregazione per la dottrina della Fede sono di segno opposto. Il prefetto Cardinale Muller ha infatti ordinato con appositi decreti l’annullamento di diversi ed importanti incontri di fede cattolica organizzati da laici ed ispirati alla preghiera mariana di Medjugorje con testimonianze, recita del Santo Rosario, celebrazione della Santa Messa ed Adorazione Eucaristica. 

I casi più clamorosi si sono verificati nel Veneto, nel Lazio e in Emilia Romagna. In Veneto, nella diocesi di Vicenza nel 2014 era stato autorizzato un incontro con il veggente Ivan poiché il Vescovo aveva accettato l’organizzazione del Cenacolo di preghiera locale che aveva coinvolto più di cinquemila fedeli. Poi il 22 maggio 2015 è arrivato un provvedimento dall'Ex Sant'Uffizio per fermare un nuovo incontro di preghiera.

Nel comune di Sestola, sull’appennino modenese, il vescovo Antonio Lanfranchi, scomparso nel febbraio di quest’anno, aveva autorizzato due grandi incontri da seimila persone ciascuno con la testimonianza della veggente Vicka che si sono regolarmente svolti nel giugno 2013 e 2014 sotto gli occhi di attenti osservatori della Diocesi e più di 20 sacerdoti concelebranti. Migliaia di giovani, famiglie hanno partecipato alla giornata di preghiera e molte persone si sono confessate per la prima volta. Quest'anno l'incontro era previsto il 20 giugno ma il vicario reggente, Monsignor Giacomo Morandi, ha bloccato tutto dopo aver ricevuto un decreto del cardinale Muller. 

Ma la sorpresa più grossa è stata questa: lo stesso vicario Morandi, nella stessa diocesi di Modena, nel comune di Finale Emilia ha invece autorizzato la giornata di preghiera alla presenza della veggente Marija Pavlovic nel santuario della Madonna degli Obici dove ci sono i frati francesi. Come dire: figli e figliastri, serie A e serie B alla presenza però della Madonna che, invece, è sempre la stessa. Il vescovo di Anagni ha bloccato l'incontro di Fiuggi sempre con la veggente Vicka che però ha testimoniato e pregato senza che venisse celebrata la Santa Messa. 

A Palestrina, dove c’è il vescovo Sigallini, nonostante il divieto della Congregazione, qualche mese fa è stata accolta la veggente Vicka davanti a seimila pellegrini. Insomma, un gran pasticcio con difficoltà e disorientamento nel gregge dei fedeli che potrà essere risolto solo da una definitiva decisione di Papa Francesco e degli esperti che hanno studiato il fenomeno Medjugorje. Entro la fine di giugno, come dice il Santo Padre, ci sarà la decisione. 

Sono dunque giorni di grande attesa e speranza per Brosio che sentito da IntelligoNews garantisce che lui il prossimo 20 giugno sarà a Sestola per pregare prima di tutto per la famiglia cattolica, padre, madre e figli e poi per il cardinale Muller affinché sia più misericordioso nei confronti del più importante centro spirituale cattolico del mondo, come ha più volte sottolineato Papa Giovanni Paolo II.

Allora Brosio ci siamo, il Papa ha detto che presto saranno rese note le decisioni su Medjugorie…

«Sì l’ultima parola spetta al Santo Padre, che dovrà vagliare le valutazioni della Commissione e della Congregazione. Io spero che abbia un occhio attento alle osservazioni del cardinale Ruini, il quale era partito molto prudente ma poi si era convinto vagliando tutti i grandi frutti di Medjugorie: guarigioni, conversioni e moltissime vocazioni…».

Valutazioni poi consegnate alla Congregazione per la dottrina della Fede che non sembra dello stesso avviso. Vero?

«I segnali che arrivano dalla Congregazione non sono affatto positivi: da Vicenza, a Modena, a Finale Emilia, a Anagni Fiuggi fino a Palestrina c’è uno scontro fra una parte dei vescovi e la Congregazione, ma soprattutto lo scontro è con i laici che come un fiume inarrestabile, si affidano ai messaggi di Medjugorje che invece vengono contrastati un po' da tutte le parti. Emblematico il caso del Vescovo Lanfranchi scomparso a febbraio che aveva sempre autorizzato il grandissimo incontro di Sestola alle pendici del Monte Cimone. Il 20 andrò comunque a Sestola e pregherò per il cardinale Muller perché sia più misericordioso per uno dei più grandi luoghi di grazia del mondo. Credo che tante volte sia necessaria più sapienza divina e meno sapienza umana. Se la Teologia non è accompagnata dallo Spirito Santo e dalla semplicità di Maria, può diventare un ostacolo ai progetti di Dio. Per Ruini e per il Papa secondo me non c’è bisogno di pregare per Medjugorje. C'è da pregare tantissimo per una parte dei sacerdoti che stanno intorno al pontefice, al Santo Uffizio e in alcune diocesi italiane. Comprendo la prudenza e i tempi lunghi per gli accertamenti, ma non capisco i divieti e i contrasti violenti e pieni di livore nei confronti di Medjugorje. Il problema non è Medjugorje che è una straordinaria opportunità di salvezza per la chiesa e per l’umanità, il problema è la droga, la cocaina, la trasgressione che uccide le relazioni umane, il problema sono gli aborti, il problema sono le separazioni, i divorzi che spaccano in due la famiglia; il problema è la cultura relativistica che uccide il significato cristiano nella vita di tutti i giorni; il problema è l'eutanasia, quando si stacca la spina ad un malato e l'uomo si sostituisce a Dio; il problema è la persecuzione dei cristiani e di tutti quei criminali che tagliano la gola; il problema è la mancanza di Misericordia per i poveri; il problema è l'insensibilità per chi muore di fame; il problema è quello dei migranti che vengono abbandonati dalla ricca Europa. Questi sono i problemi, non può essere un problema il popolo di Dio che chiede di pregare, di confessarsi e di convertirsi. Il problema è un cardinale che vieta tutto questo. Mi aspetto che un cardinale mi dica: 'Paolo cambia vita, confessati, non peccare più e fa che le tue parole siano sempre conformi ai fatti della tua esistenza'. Non voglio credere a quei pastori che ci chiudono gruppi di preghiera in nome di un formalismo esasperato e degli equilibri politici ed economici della Diocesi. A me piace la Chiesa essenziale, quella dei primi cenacoli, quella dei pescatori e dei falegnami. Ecco, io dalla mia Chiesa voglio tutto questo».

A questo punto lei cosa si augura?

«L’ho scritto in tempi non sospetti nei due libri, “Raggi di Luce” e l’ultimo, “I Misteri di Maria”: che Medjugorie venga dichiarata Luogo di culto e di preghiera, riconosciuto dal Vaticano, e che venga riconosciuto come santuario mariano affidato ai frati francescani minori, che già lo stanno curando da secoli ma che venga nominato un vescovo ad hoc come delegato pontificio che si dedichi completamente alla Chiesa di San Giacomo. Questo è assolutamente necessario perché il vescovo di Mostar, Diocesi in cui ricadono i luoghi delle apparizioni mariane, non ha mai mostrato il minimo interesse, né la cura pastorale per il milioni di pellegrini che vengono da tutto il mondo. Ha sempre contrastato le apparizioni, i frati e i messaggi. Il Vescovo Ratko Peric non ha mai detto una messa per i fedeli stranieri che fanno tanti sacrifici per andare a Medjugorje, non ha mai confessato a Medjugorje, non ha mai fatto una catechesi e si è recato al Santuario solo per la celebrazione delle cresime dei residenti che sono in tutto 4500 contro in 40 milioni di pellegrini che sono transitati da Medjugorje. Per questo e per i tanti frutti spirituali di Medjugorje mi appello con tutto il cuore a Papa Francesco, lui ha la misericordia e il discernimento per dire basta a questa situazione insostenibile. I veggenti devono essere guidati da un vescovo saggio che sia fortemente mariano e che abbia a cuore un gregge di milioni di fedeli. Io sono molto fiducioso, quando ho incontrato Papa Francesco lo scorso 9 aprile a Roma gli ho raccontato di Medjugorie e ho visto in lui il volto di un padre misericordioso che sa ascoltare anche l’uomo della strada e non solo i cattedratici che fanno della teologia non un servizio bensì un muro per dividere, allontanare e proibire ogni cosa. Sono certo che lo Spirito Santo non può e non potrà mai essere ingabbiato, deve essere libero di soffiare come il vento che non si sa da dove arriva e dove finirà»
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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