Gender, in vista del Sinodo il Papa punta ancora sul matrimonio

09 giugno 2015, Americo Mascarucci
Gender, in vista del Sinodo il Papa punta ancora sul matrimonio
“L’ideologia gender mette a rischio la bellezza del matrimonio”. Lo ha ribadito papa Francesco ai vescovi di Porto Rico tuonando ancora una volta contro il tentativo di superare la differenza uomo-donna in favore di un concetto generico di sessualità.  

A pochi mesi dalla convocazione del Sinodo ordinario sulla famiglia in programma a metà ottobre, il Papa torna ancora una volta a difendere la sacralità del matrimonio e lo fa attaccando l’ideologia gender, ossia quell’ideologia che nel tentativo di equiparare le differenze sessuali per favorire il rispetto dei diritti gay, ha finito con il contrapporre le differenze sessuali naturali. 

Uomo e donna non sono più intesi come due diverse entità create in natura per unirsi e procreare, ma diventano quasi due elementi contrapposti, perennemente in lotta fra loro, due categorie da superare per evitare che la contrapposizione possa esasperarsi. In questo modo però, attacca Francesco, si perde la bellezza del matrimonio che è fondata proprio sull’incontro e la comunione dei diversi sessi. 

Un rischio dunque che il Papa si sente in dovere di scongiurare richiamando i vescovi alle loro responsabilità. Troppo spesso infatti certi prelati di tendenze eccessivamente liberali hanno finito con l’assecondare certi progetti di riforma dell’ordinamento naturale, vere e proprie manipolazioni rivolte a far passare messaggi sbagliati e fuorvianti. 

Le differenze sessuali non vengono più trattate come una questione prettamente naturale ma vengono piuttosto ricondotte ad un contesto culturale; come dire che la differenza uomo-donna è una moda, una tradizione, un’abitudine che si può cambiare. Tutto questo per venire incontro ai pur legittimi desideri delle coppie gay che vogliono vivere come le famiglie normali, sposarsi, adottare i figli, avere gli stessi doveri Ma poi mica tanto) e diritti di tutte le altre coppie. 

Ma per soddisfare un legittimo desiderio non contemplato dall’ordinamento naturale (perché piaccia o no due persone dello stesso sesso non potranno mai procreare e questo è un dato di fatto incontrovertibile) è ammissibile che si possa arrivare a stravolgere le regole della natura? 

L’ideologia gender ormai sembra aver egemonizzato la società occidentale soprattutto quella europea. Sin da bambini nelle scuole si insegna a non fare distinzioni fra maschio e femmina; in alcuni istituiti si è arrivati al punto di spingere i maschietti a giocare con le bambole e le femminucce a tirare i calci al pallone, perché non sta scritto da nessuna parte a detta di certe maestre che pettinare le bambole debba essere una prerogativa soltanto delle bambine. 

Già, la scuola! Quanti danni può fare una scuola ideologizzata in mano ad insegnanti infatuati di politicamente corretto e pronti a promuovere il relativismo etico? Ecco, Papa Francesco ha compreso perfettamente come i rischi maggiori per il matrimonio vengano proprio dalle moderne ideologie gender spacciate con eccessiva superficialità come tutele dei diritti. Per troppi mesi è sembrato che il tema della nuova pastorale della famiglia dovesse ruotare intorno al tema dell’Eucaristia per i divorziati risposati e del l’accoglienza per le coppie gay, giornali e televisioni non hanno fatto che parlare e scrivere di questi argomenti. 

Poi improvvisamente Francesco ha cambiato direzione ed ecco che l’esigenza di preservare la specificità e la bellezza del matrimonio è tornata centrale nell’agenda pontificia al punto che in ogni occasione utile Bergoglio non manca di condannare il tentativo di rendere provvisoria la stabilità familiare e soprattutto il tentativo di annullare le differenze sessuali a scapito della finalità procreativa del matrimonio. 

Un’inversione di tendenza che, guarda caso, ha tarpato le ali, pardon le penne, di tanti soloni che si erano improvvisati interlocutori privilegiati del Papa fino a far credere che fossero loro a determinare il corso dei cambiamenti nella Chiesa. Ma Francesco ha dimostrato loro che il dialogo non può essere sempre e solo a senso unico e che c’è sempre una verità evangelica che non può essere soggetta agli umori, o peggio ai desiderata, della modernità. 
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