Putin dal Papa, Giulietto Chiesa: "Atto voluto, con lui il Vaticano guarda oltre l'Occidente..."

09 giugno 2015, Adriano Scianca
Putin dal Papa, Giulietto Chiesa: 'Atto voluto, con lui il Vaticano guarda oltre l'Occidente...'
Obama tenta di isolare ulteriormente Putin al G7, Papa Francesco invita Putin in Vaticano. Concomitanza casuale o sfida geopolitica del Vaticano? Giulietto Chiesa, esperto di cose russe, opta per la seconda ipotesi: “È un atto positivo e intenzionale. Con il passaggio da Benedetto XVI a Francesco, il Vaticano ha capito che oltre all'Occidente esiste anche il resto del mondo”. 

Chiesa, come giudica l'invito di Bergoglio a Putin, proprio in questa fase in cui il presidente russo è di nuovo additato come nemico numero uno? 

«Lo giudico un atto positivo e intenzionale. Credo che mosse così il Papa non le improvvisi. Peraltro si tratta di ricevere uno degli interlocutori più vicini al Vaticano sulla crisi siriana, per esempio. Del resto è lo stesso Papa che a Sarajevo ha detto che “si sente puzza di guerra”. E non è certo da Putin che viene questa puzza...». 

I media occidentali – e lo stesso Obama al G7 – dicono il contrario, però... 

«E sbagliano. L'Occidente vive in una fase di isteria totale. Si continua a dire che la Russia ha aggredito l'Ucraina. Dove, come, quando? Le parole di Obama sono del tutto prive di fondamento, nonché lesive degli interessi mondiali, perché se si continua così si va in guerra davvero. Di sicuro possiamo dire che il Papa è stato più ragionevole dell'Occidente perché il Papa incontra Putin e l'Occidente no». 

Il fatto di essere un Papa latinoamericano può aver influito sulla sua visione geopolitica? 

«Secondo me sì. Bergoglio ha una linea strategica che non è filo-occidentale, guarda al resto del mondo. In Vaticano sanno che il mondo è composto da 7 miliardi di persone, di cui uno scarso abita in Occidente. Il resto del mondo è la Cina, l'India, il Brasile. Il resto del mondo è quello che il 9 maggio era sulla Piazza Rossa a festeggiare la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il Papa parla a questo mondo con un linguaggio nuovo». 

Chi pensava a Francesco come a un Pontefice naif, senza profondità strategica, si sbagliava, quindi? 

«Io credo che le dimissioni di Benedetto XVI e il cambio in Vaticano siano cose molto serie. L'incontro con Putin non è episodico. Una Chiesa che si identifica con l'Occidente è una Chiesa in declino. Se la Chiesa vuole ritrovare la sua missione civilizzatrice deve abbandonare l'idea che l'Occidente debba stare sempre al primo posto».
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