Migranti, Formigoni: “Renzi, occorre strategia di rottura con l'Ue. Da ex governatore a Maroni dico"

09 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Migranti, Formigoni: “Renzi, occorre strategia di rottura con l'Ue. Da ex governatore a Maroni dico'
“Inaccettabile sceneggiata di Maroni ma anche Renzi in Europa è debole…”. Comincia così la conversazione di Roberto Formigoni con Intelligonews che lo ha intercettato sul treno Frecciarossa, in viaggio verso Roma. Dopo il suo j’accuse ad Alitalia finito sui media e sul web, sceglie il treno ad Alta Velocità “perché sta viaggiando perfettamente in orario e finchè sarà così, lo preferirò ad Alitalia…”, ironizza il senatore di Ncd che da ex governatore fa le pulci al suo successore al Pirellone e pure al premier col quale il suo partito sta al governo. 

Da ex governatore della Lombardia come valuta la decisione di Maroni sulle quote di migranti destinati alla sua regione?

«E’ una decisione sbagliata, anche perché le Regioni l’anno scorso hanno firmato all’unanimità un accordo col governo in cui ogni Regione si impegnava a ospitare un certo numero di profughi. In Lombardia ci sono ancora 1500 posti disponibili rispetto alla cifra che la Regione si era impegnata a prendere. Qui siamo all’abc dei rappporti tra istituzioni e se tu governatore ti impegni a coprire quella quota, dopo non puoi fare questa sceneggiata»

La convince la risposta di Renzi pronto a destinare più soldi ai Comuni che ospiteranno i migranti?

«Non solo è corretta ma è doverosa anche se arriva in ritardo. E’ chiaro che le risorse per i profughi devono essere stanziate dal governo nei confronti dei Comuni ma anche delle Regioni. C’è uno stanziamento previsto, dovremo capirne di più perché non è chiaro se la risposta di Renzi è solo dialettica o se invece prevede atti concreti.  Ho dato torto a Maroni ma voglio denunciare ad altissima voce l’inadempienza gravissima dell’Unione europea dovuta al fatto che solo un mese dopo la tragedia degli ottocento migranti affogati nel canale di Sicilia, si sono dimenticati di tutto. Allora si parlò di un’operazione comune per affondare i barconi; si parlò di una sorta di blocco navale, in attesa di decidere insieme a tutti i Paesi europei cosa fare nei confronti di questa massa di uomini e donne che preme dalla Libia. Ma tutto è stato dimenticato e assistiamo a Paesi che prima si erano impegnati ad accogliere la loro quota e oggi vergognosamente si tirano indietro; vedi la Gran Bretagna. Maroni ha preso da Cameron un cattivo esempio internazionale. Questo non diminuisce l’errore di Maroni ma dice che sul banco degli imputati deve anche l’Ue e pure una debolezza di Renzi che sul piano internazionale, finora non ha ottenuto dall’Europa il rispetto degli impegni che si era impegnata ad assumere».

Ieri il G7 sul tema immigrazione si è rivelato un fallimento, ma Renzi è il premier italiano: significa che a livello internazionale non contiamo nulla?

«Sul banco degli imputati va messo Maroni per la sua uscita vergognosa e inaccettabile, perché semmai avrebbe dovuto dire: io la mia quota me la prendo dopodichè ridiscutiamo tutto. Ma è altrettanto colpevole l’Ue per i motivi che ho detto e sul banco degli imputati va messo anche Renzi, perlomeno per la debolezza dimostrata fin qui nei confronti dei partner europei. La dico così: a questo punto, il governo italiano decida una strategia di rottura»

Quale? Faccia un esempio concreto.

«Ad esempio, diciamo con chiarezza che non pagheremo più all’Ue una parte di contributi discrezionali sulle voci sulle quali è possibile agire. In altre parole, serve una misura di ritorsione perché i Paesi europei non possono prendersi un impegno e poi rimangiarselo. Poi va detto con chiarezza a mister Obama che continua a dire che il pericolo è Putin, dimenticando che un problema altrettanto urgente è la massa di disperati che premono alle porte del Mediterraneo e quindi dell’Italia e dell’Europa»

Sul piano nazionale il governo ha malgestito la questione immigrazione? Cosa dovrebbe fare Renzi?

«Siamo di fronte a un avvenimento senza precedenti, nel senso che negli anni scorsi avevamo visto aumentare il numero di disperati sui barconi ma si trattava sempre di qualche decina di migliaia di persone; per carità, cifra complessa ma non paragonabile ai numeri di oggi che descrivono un vero e proprio esodo biblico, con in più un Paese totalmente fuori controllo come la Libia. E’ chiaro che bisogna attrezzarsi di fronte a questo scenario completamente nuovo ed è evidente che nella gestione di un problema nuovo va messo in conto che qualcosa può non funzionare; ma a maggior ragione l’Europa non può comportarsi così. A livello nazionale stiamo gestendo l’emergenza e ha ragione Alfano quando dice che si sta muovendo come si mosse Maroni nel 2011 da ministro dell’Interno. Lo ricordo bene, perché ero governatore della Lombardia; Maroni disse: dobbiamo affrontare questa emergenza, ogni Regione deve prendersi la sua quota e non sono tollerati rifiuti. Oggi Maroni fa il doppio-pesista, oltre a un’operazione intellettualmente non corretta: mette insieme profughi con emigranti senza sapere che i secondi, come avvenuto in passato con i nostri meridionali, nel tempo si sono perfettamente integrati. Oggi un’azienda su tre è creata da emigranti secondi i dati delle Camere di Commercio»

Sul piano politico c’è chi avanza il sospetto per cui la ‘triplice alleanza Maroni-Zaia-Toti’ sia in qualche modo una leva per scalzare la leadership a Salvini, magari col profilo di un leghista moderato quale ad esempio lo stesso Zaia. Lei come la vede?

«Per carità, mi sembra esattamente l’opposto. E’ la subordinazione di Maroni a Salvini. Maroni ha incarnato per qualche mese il volto moderato della Lega, ma poi si è completamente subordinato a Salvini e lo ha fatto prima abbandonando Tosi suo carissimo amico, perché quando è stato espulso Maroni ha detto che aveva torto Tosi; poi con questa sceneggiata del no ai migranti. C’è una subordinazione totale di Maroni al salvinismo e, spiace, anche di Toti che con Fi si allinea clamorosamente alla Lega. Al punto che mi domando perché un elettore di Fi dovrebbe votare un partito diventato la brutta copia della Lega quando può votare direttamente l’originale? ».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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