Padoan e patti con gli italiani: “taglio dell’Irpef dal 2018, forse dal 2017”, pressione fiscale al 40%

09 giugno 2016 ore 8:09, Luca Lippi
Ospite di “Porta a Porta” il programma di Rai1 condotto da Bruno Vespa c’è stato il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che a tutto campo offre uno spot a favore del Governo, e soprattutto rassicura tutti gli italiani sull’impegno del taglio dell’Irpef al 2017, cioè dal prossimo anno, con i tempi tecnici che sono collegati all’iter burocratico di ogni provvedimento. Quindi siamo di fronte a una promessa, e soprattutto a un’ipotesi al vaglio del Mef, che ha bisogno di essere studiata e soprattutto compendiata dalle opportune coperture.
Dice il Ministro che ci sono dei “margini” per anticipare il taglio dell'Irpef al 2017, rivedendo il taglio dell'Ires.

Padoan e patti con gli italiani: “taglio dell’Irpef dal 2018, forse dal 2017”, pressione fiscale al 40%

Specificatamente il Ministro dice al conduttore: “Noi possiamo in ogni legge di stabilità decidere di far scattare da subito tagli di tasse oppure annunciare credibilmente un taglio di tasse che entrerà in vigore un po' più avanti”. In buona sostanza Padoan è piuttosto chiaro sulla tempistica senza nascondersi dietro il dito, ci dice che nel 2018, come per il taglio già usato per il taglio dell'Ires, stabilito nel 2015 in vigore dal 2017, precisando che si dovrà trattare comunque di una riduzione “di alcuni punti” perché sia percepita dal cittadino. “Se poi ci sono margini per anticiparlo al 2017 io sono uno strenuo sostenitore dei tagli di tasse”.
Sollecitato sulla restituzione degli 80 euro (abbiamo già trattato l’argomento qui) per chi li ha percepiti senza averne i requisiti afferma: “vedremo, cercheremo di alleviare la situazione”. In sostanza Padoan con questa risposta sta dicendo che cercheranno al Mef di trovare un modo (rateizzazione) per favorire la restituzione magari attraverso una rateizzazione. 
Riguardo il debito pubblico Padoan dice: “L'Italia ha un debito molto elevato e ci siamo impegnati a cominciare a farlo scendere, a cominciare dal 2016, quando scenderà di meno di 1 punto grazie agli introiti delle privatizzazioni – comunque -meno di quanto ci si aspettava per colpa non nostra ma perché manca l'inflazione. Con il 2% di inflazione e l'1,5% di crescita reale la dinamica del debito sarebbe assolutamente sotto controllo e non avremmo problemi di compatibilità” per compatibilità Padoan si riferisce ai regolamenti Ue dentro cui possiamo manovrare. 
Riguardo la disoccupazione Padoan dice: “La disoccupazione sta cominciando a scendere sia perché il mercato funziona meglio sia perché l'economia cresce di più. Una disoccupazione così elevata è una eredità del passato da aggredire con decisione e lo stiamo facendo, sono stati creati più di 450mila posti di cui moltissimi a tempo indeterminato”.
Riguardo il patrimonio italiano che sta abbandonando l’Italia e che in parte è ceduto in vendita dallo Stato attraverso le privatizzazioni: “Gli investitori hanno sempre meno paura dell'Italia, - e aggiunge che il Paese “non è in vendita nonostante le sempre più numerose acquisizioni da parte dell'estero di moltissimi gioielli italiani”. Resta comunque “una vitalità dell'imprenditoria che forse si vede poco. Io spesso visito luoghi dell'innovazione, il potenziale innovativo dell'Italia è gigantesco a partire dal capitale umano. L’obiettivo del governo è creare condizioni nelle quali questi potenziali siano sfruttabili al massimo”. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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