"In nome di mia figlia": Auteuil "padre coraggio" al cinema

09 giugno 2016 ore 10:25, Americo Mascarucci
Il film "In nome di mia figlia", distribuito da GoodFilms, è in uscita nelle sale il prossimo 9 Giugno.
Il film vede la regia di Vincent Garenq con Daniel Auteuil, Sebastian Kocj e Marie-Josèe Croze. 
Ispirato ad un fatto vero il film racconta la lotta di un padre per conoscere la verità sulla morte della figlia.
Nel 1982, Kalinka, la figlia quattordicenne di André Bamberski, muore mentre è in vacanza in Germania con sua madre e con il patrigno. André è convinto che non si sia trattato di un incidente e inizia a indagare. Gli esiti di un’autopsia sommaria sembrano confermare i suoi sospetti e lo spingono ad accusare di omicidio il patrigno di Kalinka, il dottor Dieter Krombach. Non riuscendo però a farlo incriminare in Germania, André cerca di far aprire un procedimento giudiziario in Francia e dedicherà il resto della sua vita nella speranza di ottenere giustizia per sua figlia. Si tratta, come detto, di una storia vera che in pratica punta a rappresentare al cinema le disfunzioni di un sistema giudiziario spesso incapace di rendere giustizia a chi, come in questo caso, ha perso una persona cara in circostanze poco chiare. 
Ancora di più quando sono a rischio rapporti internazionali fra stati. 
Un film denuncia che ha però la capacità di colpire lo spettatore con la forza della verità, raccontando i fatti come un reportage di cronaca giornalistica senza l’aggiunta di sentimentalismi rivolti a commuovere o emozionare il pubblico. Alla fine gli spettatori troveranno le emozioni nella realtà dei fatti, di fronte alla storia di un uomo che ha lottato in ogni modo e con ogni mezzo per conoscere la verità, arrivando pure ad infrangere la legge pur di bypassare intoppi burocratici e normative internazionali che hanno limitato l’ambito e lo spazio delle indagini fino a rendere quasi impossibile la ricerca delle prove. 
Straordinaria anche l’interpretazione dei personaggi chiave.  
'In nome di mia figlia': Auteuil 'padre coraggio' al cinema
Daniel Auteuil che interpreta Andrè e che riesce a mostrare il vero volto dell’uomo, capace di unire il dolore alla forza e alla determinazione di lottare:  Sebastian Koch, che interpreta il patrigno, principale indiziato della scomparsa della piccola che appare ambiguo e quasi rassicurato dalle difficoltà che la legge antepone allo sviluppo delle indagini, Marie-Josée Croze la madre che difende ossessivamente il compagno anche di fronte alla possibilità che questo possa essere realmente responsabile della morte della figlia. Andrè dunque è solo a combattere con la caparbietà di chi è pronto a non arrendersi mai.

E il film sembra proprio lanciare questo messaggio, ossia quello di tenere duro, insistere, combattere finchè è possibile per conoscere verità nascoste e ottenere giustizia. Quella giustizia che non sempre con le sue sentenze definitive riesce a stabilire l’esatta verità. Una giustizia spesso intrappolata nell'intransigenza di codici e regolamenti che rallentano, o peggio bloccano, le indagini. Una verità da ricercare anche a costo di pesanti sacrifici. Come avvenuto per Andrè che alla fine per avere giustizia per la figlia si ritroverà in difficoltà economiche e abbandonato dalla compagna. A dimostrazione di come la verità non abbia prezzo. 

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