Sharapova, 2 anni di squalifica: "Anche se a sua insaputa è sempre doping"

09 giugno 2016 ore 9:47, Adriano Scianca
Maria Sharapova è stata squalificata per 2 anni, anche se la sanzione annunciata dall'Itf è retroattiva e parte dal 26 gennaio scorso. L'assunzione di Meldonium (un modulatore metabolico incluso nella sezione “Ormoni e modulatori metabolici” della lista proibita della Wada per il 2016) riscontrata nel corso di un test antidoping lo scorso 26 gennaio agli Australian open, è costata carissimo alla tennista russa che fino all'ultimo aveva sperato in un'assoluzione. E con lei la stessa federazione russa che l'aveva ottimisticamente inserita nella squadra per Rio 2016. 

Sharapova, 2 anni di squalifica: 'Anche se a sua insaputa è sempre doping'
Si pensava in un risultato diverso dopo che la Wada aveva annunciato che tutti i test eseguiti prima dell'1 marzo di quest'anno in cui erano state rinvenute tracce minime (meno di un microgrammo) di Meldonium non avrebbero portato ad alcuna punizione. Evidentemente nei test effettuati sulla Sharapova ne è stata trovata una quantità superiore. E così in Brasile per le Olimpiadi al suo posto, assieme a Svetlana Kuznetsova, Anastasia Pavlyuchenkova e Daria Kasatkina, andrà Ekaterina Makarova. La tennista, 29 anni, potrebbe rientrare sui campi il 26 gennaio 2018. La campionessa russa ha accolto in maniera polemica la notizia: "L'Itf ha speso un'enorme quantità di tempo di  risorse per dimostrare che ho intenzionalmente violato le regole antidoping quando il tribunale aveva riconosciuto la mia condotta non intenzionale rigettando così la richiesta della federazione che aveva chiesto di sospendermi addirittura per quattro anni. Farò immediatamente ricorso al Tas", ha scritto sul suo profilo Facebook. 

Nelle motivazioni della sanzione inflitta alla russa, il tribunale della Itf precisa che "la violazione delle regole antidoping" da parte della Sharapova "non è stata intenzionale in quanto non si è resa conto che il Mildronate contenesse una sostanza proibita dal 1° gennaio 2016". Tuttavia, secondo l'organismo, "se lei non avesse nascosto l'uso del Mildronate alle autorità antidoping, ai membri del suo stesso team e ai dottori che ha consultato, la violazione sarebbe stata evitata". Il medicinale che ha un costo modestissimo è in commercio dagli anni Ottanta in molti Paesi (soprattutto dell'ex blocco sovietico, non in Italia o negli Stati Uniti) e prodotto in esclusiva da un'azienda lettone, la Grindex. A livello terapeutico è utilizzato contro le cefalee e come anti-ischemico, ma altera il metabolismo, abbassa i valori di emoglobina, migliorando la fluidità del sangue e agendo quindi quale eventuale "coprente" dell'Epo. 
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