"Caricati di lavoro e umiliati": i giudici di pace incrociano le braccia

09 giugno 2016 ore 10:23, Americo Mascarucci
I giudici di pace stanno incrociando le braccia per l’intera settimana astenendosi dalle udienze dell’Alto Adige per contestare la recente legge che riforma la magistratura onoraria di pace. 
La legge di riforma è considerata dai giudici di pace altamente lesiva dei diritti dei magistrati del comparto che ritengono il testo di riforma non compatibile con il dettato costituzionale e con la vincolante normativa comunitaria sul lavoro a tempo determinato e a tempo parziale. 
La protesta in atto riguarda anche aspetti economici. 
In primo luogo la categoria ritiene non accettabile che tutti i futuri oneri contributivi ricadano sui magistrati onorari. 
"Un vero e proprio progetto di asservimento dei magistrati di pace ed onorari", tuona il Segretario generale Unagipa Alberto Rossi, "che mira a creare una forza lavoro a costo zero, scaricando oltre il 70% del contenzioso penale e civile sulla magistratura onoraria senza neppure preoccuparsi di garantirne l'indipendenza e la professionalità". 

'Caricati di lavoro e umiliati': i giudici di pace incrociano le braccia
La riforma del 31 maggio (Dlgs. 92/2016) prevede che i 5.495 magistrati attualmente in servizio (tra 1.509 giudici di pace, 2.186 giudici onorari e 1.800 viceprocuratori onorari) facciano domanda di riconferma entro il 30 giugno. Verrà così espresso un giudizio di idoneità che metterà ai raggi x competenze e laboriosità dei magistrati sino a questo momento. Si prevede che in questo modo caleranno i numeri e i relativi costi. Questo ai magistrati onorari, dopo anni di onorato servizio semigratuito, non sembra corretto. Per questo alzano la posta e aprono con il ministero un braccio di ferro, anteprima di una vera guerra destinata a durare per i prossimi mesi.  

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]