Borletti “conquista” Roma Termini e Milano Centrale: perché?

09 giugno 2016 ore 23:17, Luca Lippi
Conclusa l’asta per l’acquisizione di Grandi Stazioni Retail, la controllata di Ferrovie dello Statoche ha in concessione lo sfruttamento economico delle aree commerciali e degli spazi pubblicitari in quattordici scali tra cui quelli di Bologna Centrale, Firenze S. Maria Novella, Genova Piazza Principe, Milano Centrale, Napoli, Roma Termini, Torino Porta Nuova e Venezia Mestre. 
Per 953 milioni di euro l’asta è stata battuta a favore del gruppo Borletti e del Fondo francese Antin. Le offerte in busta immediatamente dietro quelle degli ex proprietari del gruppo Rinascente e del fondo parigino erano di 850 milioni (Deutsche Bank) e a seguire con offerte ancora più basse, Altarea e Lone Star.

Borletti “conquista” Roma Termini e Milano Centrale: perché?

Finanziariamente gli oltre 900 milioni offerti comprendono il debito pregresso accumulato dalla vecchia gestione che ammonta a circa 191 milioni, e la cifra è superiore al valore espresso nell’offerta, non vincolante, presentata in precedenza dalla cordata e che ammontava a 727 milioni di euro. 
Chi si libera del complesso computando un’importante plusvalenza (nonostante il debito accumulato di cui sopra) sono i soci privati di Grandi Stazioni, rappresentati da Eurostazioni con una partecipazione del 40%. La quota di partegipazione era tutta inclusa nel comparto Grandi Stazioni retail e Grandi Stazioni Immobiliare. Sintonia (finanziaria controllata dalla holding dei Benetton), la società del gruppo CaltagironeVianini Lavori (32,7%), Pirelli (altrettanto) e la società statale francese Société Nationale des Chemins de fer Français(Sncf) con l’1,87% erano infatti entrati in Grandi Stazioni nel 2000 pagando 406 miliardi di lire, pari a circa 200 milioni di euro. Sono quindi questi ultimi ad avere ricavato il maggior beneficio dall’operazione.
Dunque pronti a trasformare le grandi stazioni in enormi centri commerciali, è la destinazione certa del nuovo corso avviato da Borletti che di “grandi magazzini” se ne intende.  
Perchè Borletti ha voluto GS? La situazione è cambiata, come lo stesso Maurizio Borletti ha più volte ripetuto: “bisogna puntare ai luoghi di grande transito, non a quelli dove i clienti devono recarsi di proposito. Il Giappone questo lo ha capito decenni fa, costruendo stazioni che erano già pronte ad essere utilizzate come centri commerciali. In Europa siamo indietro, anche se devo dire che l’attività di Grandi Stazioni è una delle più avanzate tra i competitor continentali”.
Nelle grandi stazioni ferroviarie transitano circa 700milioni di viaggiatori ogni anno, e solo per darvi un termine di paragone dell’affare “annusato” da Borletti, in Rinascente entrano circa 15 milioni di clienti l’anno e in Printemps (altro magazzino di proprietà Borletti operante in Francia) circa 20 milioni l’anno sono i clienti che entrano, i numeri parlano chiaro!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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