Negare la Shoah è reato: carcere da 2 a 6 anni. La Comunità ebraica: "Pagina storica"

09 giugno 2016 ore 10:37, Lucia Bigozzi
Negare la Shoah da oggi è reato. Montecitorio ha detto il sì definitivo al ddl sul negazionismo. La conseguenza diretta per chi viola la norma è presto detta: una pena “da due a sei anni se la propaganda, ovvero l’istitgazione e l’incitamento commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah, o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello Statuto della Corte penale internazionale”. E’ l’effetto della legge che configura una nuova tipologia di reato dopo l’introduzione del comma 3 bis all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975 numero 654. In pratica, il negazionismo è considerato un’aggravante nell’ambito della legge Mancino, nel solco dei reati di discriminazione razziale e di stampo xenofobo. 

Negare la Shoah è reato: carcere da 2 a 6 anni. La Comunità ebraica: 'Pagina storica'
Dunque, con la nuova norma, scatta il carcere da 2 a 6 anni e si punisce l’incitamento all’odio razziale basato “in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra”.  
Il senso e l’obiettivo della legge lo spiega Chiara Gribaudo, vice-presidente del Gruppo Pd della Camera che in Aula ha sottolineato come il parlamento intenda “contrastare una delle forme più sottili e striscianti della diffamazione razziale, della xenofobia a sfondo antisemita e non solo, e in genere dell'incitazione all'odio”. Dalla Comunità ebraica è arrivato un plauso alla norma considerata “l’ultimo atto di uno straordinario impegno civico e culturale che ha visto protagoniste le massime istituzioni del nostro paese”. Sono le parole del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna secondo il quale “con il via libera al ddl sul negazionismo che introduce una aggravante di pena per chiunque si renda responsabile di propaganda all'odio e di negazionismo della Shoah, l'Italia scrive infatti una pagina storica della sua recente vicenda parlamentare e dota il legislatore di un nuovo fondamentale strumento nella lotta ai professionisti della menzogna tutelando al tempo stesso, con chiarezza, principi irrinunciabili quali la libertà di opinione e di ricerca”. 
autore / Lucia Bigozzi
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