Dalla lettera di Colombo alla Madonna del Reni: opere rubate (e recuperate) in mostra

09 giugno 2016 ore 10:59, Americo Mascarucci
A Roma, in Piazza Risorgimento, al Museo Storico dell'Arma, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, ha inaugurato una mostra di opere pittoriche e archeologiche recentemente recuperate, in Italia e all'estero, dal Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. 
Fino al 3 luglio e gratuitamente sarà possibile ammirare alcune opere inestimabili, come reperti archeologici, scavati illegalmente, dipinti del Canaletto o la lettera di Colombo che annuncia la scoperta del Nuovo Mondo. 
In attesa di una esposizione più completa, che dovrebbe essere organizzata a breve nella Capitale, la piccola rassegna del museo storico è un piccolo omaggio per la scoperta delle tante indagini portate a termine in questi anni e agli innumerevoli recuperi che hanno caratterizzato anche gli ultimi mesi, con il ritrovamento, per esempio degli ori del Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma o delle magnificenti tele del Museo di Castelvecchio a Verona grazie al lavoro incessante e prezioso del Comando per la Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabi.
"In realtà solo una piccolissima parte di recuperi - precisa presentando la rassegna il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette. 
"L'idea è anche di segnalare la presenza del prestigioso Museo Storico dell'Arma. Spesso fondamentale per le indagini, la nostra preziosa e grande banca dati" - rileva Mariano Mossa, il generale che guida i carabinieri dei beni culturali. 
"Il posto d'onore - spiega - spetta agli ultimi ritrovamenti, la lettera di Colombo esposta accanto al falso che per anni l'ha sostituita e una delle sculture dello spagnolo Victor Macho rubate a Roma lo scorso aprile dal camion che le aveva appena portate dalla Spagna per una mostra e recuperate qualche settimana più tardi in un casolare di campagna alle porte della capitale".

Dalla lettera di Colombo alla Madonna del Reni: opere rubate (e recuperate) in mostra
Dunque la mostra è arricchita dall'anfora chiota trovata in un caveau svizzero in due casse piene di capolavori d'arte, dal capitello romanico che diventa acquasantiera di una basilica in provincia di Viterbo e rubato nel 2006 diventato oggetto di ricettazione da parte di un collezionista svizzero sequestrato a Campione d’Italia a un antiquario di Ginevra, che l’aveva acquistato in buona fede. E poi c'è un paesaggio di Canaletto, sequestrato a Firenze prima che finisse all'estero in qualche casa d'asta. 
Infine il dipinto di Guido Reni, una "Madonna in adorazione e Bambino dormiente", trovato all'interno del caveau di un'importante Istituto di Credito. Il proprietario aveva consegnato l’opera nel 1992 alla banca per ottenere un fido, ma l'istituto si era sempre rifiutato di restituirlo.

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