Listeriosi, salame killer uccide 52enne nelle Marche

09 giugno 2016 ore 13:52, intelligo
di Luciana Palmacci 

Rara, pericolosa, letale, la listeriosi (infezione alimentare dovuta all'ingestione di cibo contaminato) ha colpito per la terza volta. Come ha reso noto la Regione Marche, la vittima è stata una donna di 52 anni deceduta a causa dei postumi di una listeriosi che l’aveva colpita nei primi giorni del febbraio 2016. La donna era affetta da altre gravi patologie sin dall’inizio della malattia, che si è presentata come ‘meningite con stato di coma’. Si tratta del terzo decesso nelle Marche collegabile al cluster di listeriosi umana che si è verificato, nel territorio regionale, a partire dal maggio 2015 e che ha registrato l'ultimo nuovo caso il 4 marzo 2016. Tutti gli altri casi sono guariti dalla patologia infettiva. 
Listeriosi, salame killer uccide 52enne nelle Marche

Non potendo però considerare il focolaio concluso, in quanto sono in corso di ultimazione le indagini di laboratorio ed epidemiologiche, la situazione può essere interpretata come ‘una tendenza all'estinzione dell'episodio, essendo trascorsi più di 90 giorni dall'ultimo nuovo caso’. A seguito delle indagini avviate dalle strutture dell'Ars (Agenzia regionale sanitaria) e dell'Asur (Agenzia sanitaria unica regionale), in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche e il Laboratorio di riferimento nazionale per listeria dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise, subito dopo l'evidenza di un anomalo aumento dei casi umani di listeriosi, nel mese di febbraio 2016 è avvenuta l’identificazione sia di un alimento (salume ‘coppa di testa’), che di uno stabilimento marchigiano contaminati da Listeria monocytogenes con caratteristiche microbiologiche sovrapponibili al 100% con quelle che hanno determinato l'epidemia di casi umani. 

Il batterio killer è molto diffuso nell'ambiente e si trova comunemente nel suolo, nell’acqua, nella vegetazione e nelle feci di numerose specie animali, senza che questi mostrino sintomi apparenti. Può contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti. Può crescere e riprodursi a temperature variabili da 0 a 45°C, tende a persistere nell’ambiente e quindi essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati. Gli alimenti principalmente associati all’infezione da listeriosi comprendono: pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro, cibi trasformati e preparati (pronti all’uso) inclusi hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie, insalate preconfezionate, panini, pesce affumicato. I sintomi della malattia si manifestano in diversi forme, dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica alle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione (ed è autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica. 

Come prevenirle la malattia? Basta lavare accuratamente gli alimenti crudi sotto l’acqua corrente prima di mangiarli, tagliarli o cuocerli (anche se verranno sbucciati), asciugarli, separarli da quelli cotti; lavare bene gli attrezzi da cucina e mantenere la temperatura del frigorifero entro i 4°C e del congelatore sotto i -17°C; cuocere accuratamente e completamente il cibo derivato da animali; consumare i prodotti precotti appena possibile; non conservare i prodotti refrigerati oltre la data di scadenza; e non mangiare formaggi molli (o bere latte) se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato.
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