Ballottaggi, "non lascio se Pd sconfitto": Renzi blinda il Governo. Disfatta in vista?

09 giugno 2016 ore 12:44, Americo Mascarucci
Ha detto sì che si dimette ma soltanto se perderà il referendum di ottobre. 
Matteo Renzi sembra mettere le mani avanti escludendo a priori la possibilità che possa lasciare la guida del Governo nel caso in cui il Pd dovesse uscire sconfitto dai ballottaggi delle elezioni amministrative. E uscire sconfitti significa perdere Roma e Milano. 
In queste due città Renzi si gioca tutto, visto che in gioco ci sono due fedelissimi del premier: Roberto Giachetti a Roma e Giuseppe Sala a Milano.
Il primo è messo decisamente male, visto che dovrà faticare e molto per risalire la china e sconfiggere la candidata del Movimento 5Stelle Virginia Raggi: la quale sembra viaggiare a vele spiegate complice anche il sostegno che molto probabilmente le arriverà da molti elettori che al primo turno hanno sostenuto Giorgia Meloni. Al momento Giachetti non sembra aver incassato appoggi significativi dagli altri candidati che sembrano quasi tutti orientati ad optare per la scheda bianca. Non ci sarà probabilmente nemmeno il "soccorso rosso": anche Stefano Fassina ha annunciato la scheda bianca e a parte alcuni di Sel, anche qui c’è il rischio che molti voti vadano verso la Raggi.
Decisamente migliore la situazione a Milano dove Sala è in vantaggio, seppur di poco, sul candidato del centrodestra Stefano Parisi. Ma anche qui il distacco è minimo e dunque il rischio di una possibile sconfitta ci sta tutto. 
Il problema è che Renzi ormai ha trasformato tutto in un plebiscito "pro o contro di Lui" e quindi alla fine tanto a Roma che a Milano non si voterà per Giachetti o per Sala, ma per Renzi o contro Renzi.
Non a caso Piero Fassino a Torino, altro candidato Pd che dovrà vedersela al secondo turno con una donna a 5Stelle, Chiara Appendino, pare abbia invitato il Premier a restarsene a Roma e a non farsi vedere in città fino a ballottaggio concluso.
Renzi come detto ha già messo le mani avanti: "Se anche il Pd dovesse perdere a Roma e Milano, ma non accadrà, non mi dimetto". 
Come dire: meglio avvisare per tempo. Renzi dunque dimostra di non essere affatto convinto della vittoria nei due centri più importanti chiamati al voto.

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A Roma sta puntando tutto sul tema delle olimpiadi visto che la Raggi si è detta scettica sull'eventualità che la Capitale possa ospitare i giochi olimpici: "I romani chiedono altro – ha detto – delle olimpiadi non gli interessa nulla".
Ma il premier non è dello stesso avviso: "Se a Roma vince la Raggi addio Olimpiadi perché ha detto che le Olimpiadi sono una cosa criminale, ed è una dichiarazione molto impegnativa perché il sindaco deve firmare la lettera per accogliere l'evento. Quindi, se vince la Raggi credo che questa occasione per più posti di lavoro e impegno per le periferie salterà". 
Basterà questo ai romani per non affidarsi definitivamente ad un futuro a 5Stelle? 
Renzi non è affatto convinto che con l'Italicum sarà il Movimento 5 Stelle il suo naturale avversario. 
"Il ballottaggio nazionale previsto dall'Italicum, andrebbero allo scontro Pd e Forza Italia, è sconvolgente. Non Grillo, pompato in questi mesi, ma Berlusconi o più probabilmente il candidato di Berlusconi".
Non sarà invece che questa è la speranza di Renzi convinto di poter vincere senza problemi la sfida con l’ex Cavaliere o chi per lui? 

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