Negazionismo, Adinolfi (PdF): “E ora col ddl Scalfarotto arriveremo al reato di odio omofobico?"

09 giugno 2016 ore 12:07, Lucia Bigozzi
“E’ una legge che lavora sul terreno del reato di opinione. Non mi piacciono le leggi che lavorano sul reato di opinione e ho un fortissimo fastidio per i negazionisti, tuttavia prevedere 6 anni di carcere per una affermazione di un’idea, per quanto insulsa e storicamente infondata, a me sembra preoccupante come premessa per conseguenze future”. Le opzioni future di cui parla Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia nell’intervista con Intelligonews sono collegate al ddl Scalfarotto. Il punto di partenza del ragionamento ruota attorno al sì di Montecitorio al ddl sul negazionismo. 

Come valuta la nuova norma? La ritiene una legge che al di là del contenuto, si muove nel terreno border line del reato di opinione?

"Sicuramente è una legge che lavora sul terreno del reato di opinione. Non mi piacciono le leggi che lavorano sul reato di opinione, ho un fortissimo fastidio per i negazionisti, quindi sono dentro a un ragionamento che mi fa essere molto scisso. Certo, prevedere 6 anni di carcere per una affermazione di un’idea, per quanto insulsa e storicamente infondata, a me sembra preoccupante come premessa per conseguenze future".

Negazionismo, Adinolfi (PdF): “E ora col ddl Scalfarotto arriveremo al reato di odio omofobico?'
Quali?

"E’ inutile nascondersi: il ddl Scalfarotto punta esattamente a quello stesso tipo non solo di traguardo normativo, ma persino di pena: anche per la cosiddetta istigazione all’odio omofobico è prevista la stessa pena; quindi non vorrei che questo passaggio fosse propedeutico a qualche altro passaggio normativo preoccupante".

Applicando la stessa logica perché non estendere il campo di azione della legge anche ai crimini del comunismo?

"Noi dobbiamo ragionare sul fatto se proclamare un’idea sbagliata , orrenda o balzana possa essere prefigurato come reato. Se uno viene punito per un mix di ignoranza e opinione, beh sono molti i terreni dove questo mix fa danni. E se ognuno di questi danni fosse valutato con una pena fino a sei anni, io sarei preoccupato. Non è solo la questione del comunismo e del nazismo, è sopratutto la questione legata a tutti gli elementi di bioetica: io ad esempio considero eugenetica nazista ciò che è stato deciso in Svizzera sulla diagnosi pre-impianto, cosa succede? Che se io vado al potere posso mandare in carcere tutti quelli che negano che quella è eugenetica nazista, perché la loro opinione non mi piace? In altre parole: quel negazionismo lì, se io fossi al potere potrei applicarlo per far fuori i miei nemici? Questo è l’elemento preoccupante". 

Lei ha una griglia di temi che potrebbero rientrare nel recinto della norma?

"Vorrei spiegare a tante persone che un miliardo di bambini uccisi sono il più grande genocidio della storia e questo è il gravissimo genocidio dell’aborto che viene completamente negato. Se tu dici un dato oggettivo che riguarda l’Italia dove i bambini uccisi sono 6 milioni, sei passibile di irrisione e attacco violento".

Questo dal suo punto di vista potrebbe essere inserito in un alveo legislativo?

"Io non voglio norme che permettano perfino a me di partire da una mia valutazione, ancorchè oggettiva, che mi permettano di attaccare con la galera i miei avversari. La tentazione quando hai in mano il potere è pericolosissima e quelli che lo fanno in nome di ideali libertari, costruiscono in realtà la società del Grande Fratello orwelliano". 

autore / Lucia Bigozzi
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