Che fine ha fatto Serena Grandi?

09 giugno 2016 ore 12:28, intelligo
di Anna Paratore

Probabilmente, se si fosse presentata al pubblico col suo vero nome, Serena Faggioli, avrebbe avuto lo stesso successo perché, diciamoci la verità, Serena Grandi – appunto nome d’arte della Faggioli – è sempre stata un inno a tutto ciò che è genuino, naturale, addirittura casereccio.
Nata a Bologna, classe 1958, Serena ha sempre desiderato recitare e così, appena le è stato possibile, ha preso la sua bella valigia e si è trasferita a Roma, obiettivo Cinecittà. 
Incredibile ma vero, una volta tanto, una giovane aspirante non deve fare grandi peripezie per arrivare sul set. 
Un po’ di scuola di dizione per togliersi la cadenza bolognese decisamente troppo presente, alcuni stage con registi americani per imparare a muoversi sul set con naturalezza et voilà, eccola pronta per le prime particine, anche se non proprio in capolavori della cinematografia nazionale. 
Si parte con "Tranquille donne di campagna", "La compagna di viaggio", "Teste di quoio" – il film si chiama proprio così, non è un errore di ortografia - "Pierino colpisce ancora", "Pierino la peste alla riscossa", "Sturmtruppen 2" - "Tutti al fronte", "Acapulco, prima spiaggia... a sinistra" e nell'episodio "L'imbiancone" della miniserie televisiva "Sogni e bisogni" di Sergio Citti in onda su Rai 2 in cui recita con Verdone. 
E ancora "Le avventure dell'incredibile Ercole" di Luigi Cozzi con Lou Ferrigno nel ruolo del protagonista maschile e l'horror "Antropophagus" di Joe D'Amato, divenuto col tempo un cult del genere.
Sono piccole parti in pellicole non travolgenti, ma a Serena bastano e avanzano per farsi conoscere. 
E con la sua fisicità prorompente, non passa certo inosservata, tanto che viene chiamata anche per il varietà di seconda serata su Rai2, "Il cappello sulle ventitré", in cui esegue alcuni striptease che tanti italiani ancora ricordano.  
Arrivano così anche due scritture per film di maggiore qualità, "Tu mi turbi" dove interpreta una cameriera e recita accanto a Benigni, e "Malamore", dove diretta da Eriprando Visconti ha il piccolo ruolo di una prostituta di alto bordo. Ed è probabilmente proprio quest’ultima parte che segna una svolta nella sua carriera quando viene notata da Tinto Brass che la vuole come protagonista assoluta del film erotico "Miranda".  
Eccola dunque esplodere sugli schermi italiani come icona della maggiorata, tutta naturale come mamma l’ha fatta e diventare per un bel po’ il sogno nemmeno segreto dell’italiano medio, quello che per capirci da tutta una vita spera nell'avventura in treno o con l’improbabile bellissima autostoppista.  

Che fine ha fatto Serena Grandi?
Nel 1987, la carriera di Serena Grandi è ottimamente avviata. 
Dino Risi la scrittura per "Teresa" dove al suo fianco ha un esordiente Luca Barbareschi. Sergio Corbucci la scrittura invece per "Roba da ricchi" e "Rimini Rimini", in cui Serena è affiancata da Paolo Villaggio, e mostra la sua innata capacità di far sorridere e di essere adattissima anche per parti nelle tanto amate commedie all'italiana.  Non basta. Nella sua carriera Serena può vantare anche un thriller di successo per la regia di Lamberto Bava, "Le foto di Gioia" dove, se non bastasse, le fanno anche cantare la colonna sonora.
Arriva poi una parte accanto al mostro sacro  Alberto Sordi, nel film "In nome del popolo sovrano", diretto da Luigi Magni. Non manca anche tanto lavoro in TV, perché sebbene Serena sia considerata un’icona sexy, piace ed è simpatica anche alle donne, dote necessaria se si vuole avere successo sul piccolo schermo. 
Eccola dunque in "Donna d’Onore", per la quale vince pure un Telegatto, "Piazza di Spagna", "Il Prezzo della Vita", "Pazza Famiglia", "Anni ’50", "Ladri si nasce" e "Le ragazze di Piazza di Spagna". 
Nel frattempo, va detto, anche la vita privata di Serena si arricchisce quando lei sposa il play boy antiquario Beppe Ercole e dalle nozze nasce un figlio, Edoardo. 
Il matrimonio va avanti dal 1987 al 2003, quando Beppe la lascia per la sua amica del cuore Corinne Clery, l’indimenticabile interprete di Historie d’O.   
E sarà forse una coincidenza, o forse no, ma il 2003 sarà un anno orribile per Serena Grandi. Se fino ad allora tutto sembrava aver girato per il verso giusto, ecco che il mondo stesso sembra esploderle intorno. Viene arrestata perché coinvolta in una spiacevolissima vicenda di droga, con l’accusa di spaccio e detenzione di cocaina. Alla fine, dopo anni, la Grandi ne uscirà fuori completamente scagionata, pulita, ma quella terribile inchiesta segna in un certo senso anche la fine della sua carriera. Almeno per i successivi 10 anni. 

Torna alla recitazione grazie soprattutto a Pupi Avati, che la vuole ne "Il papà di Giovanna", con esso arriva anche la scrittura nel cast della produzione televisiva "Una madre" per Rai1. Poi, due anni dopo, nel 2010, torna sul grande schermo con "Una sconfinata giovinezza", sempre di Pupi Avati. 
Infine, partecipa anche al film premio Oscar "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino. 
Ovviamente da molto tempo ormai non è più l’icona sexy che era stata creata da Tinto Brass ma comunque dopo tanti problemi, Serena ha saputo reinventarsi come caratterista, con umiltà e bravura. Ultimamente, ospite a Verissimo, la Grandi ha detto: "L’unico uomo che ho amato in vita mia è stato mio marito Beppe Ercole. Non sono riuscita mai a trovarne un altro così. Oggi sono innamorata della vita, di mio figlio, del mare. E voglio ancora lavorare, amo il mio lavoro".
Un appello a produttori e registri a non dimenticarsi più di lei?

autore / intelligo
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