Brexit, "il mostro" creato da Cameron rischia di sfuggirgli di mano

09 giugno 2016 ore 15:53, Americo Mascarucci
Fra due settimane esatte si terrà il referendum che deciderà se la Gran Bretagna resterà parte dell'Unione Europea oppure divorzierà da Bruxelles. 
Con l'avvicinarsi del voto il dibattito si fa sempre più aspro, mentre l'esito resta molto incerto, come mostrano gli ultimi sondaggi.
In base a questi il fronte del no (ossia quelli che non vogliono restare nella Ue) , e dunque di quelli favorevoli alla Brexit avrebbe incrementato i consensi al punto che c'è chi delinea uno scenario devastante, con una possibile vittoria degli euro scettici con il 51%.
I sondaggisti sono divisi e alla fine sono pochi quelli disposti realmente a scommettere che i No Europa vinceranno.
Anche perchè moltio ricordano il precedente della Scozia. I sondaggi davano infatti per quasi certa la vittoria degli indipendentisti che invece poi hanno perso: la maggioranza degli scozzesi ha detto no all'uscita dalla Gran Bretagna

Brexit, 'il mostro' creato da Cameron rischia di sfuggirgli di mano
Il rischio della Brexit che sembrava scongiurato in base ai recenti accordi sottoscritti fra Unione Europea e Regno Unito è tornato prepotentemente sulla scena. E il premier che per mesi ha giocato proprio sul rischio di uscita per convincere l'Europa ad accettare le richieste britanniche, ora teme di non riuscire a fermare l'onda lunga dell'antieuropeismo, abilmente, ma fino ad un certo punto, cavalcata. 
Le urne saranno aperte dalle 7 alle 22 di giovedi 23 giugno, mentre il voto postale è già avvenuto. 
Gli elettori dovranno rispondere alla domanda: "La Gran Bretagna dovrebbe restare membro dell'Unione Europea o lasciare l'Unione Europea?"
Possono votare tutti i cittadini britannici, irlandesi o dei Paesi del Commonwealth che hanno la residenza in Gran Bretagna, ma non i residenti cittadini di altri Paesi Ue. Non è prevista un'affluenza minima, e vincerà la parte che ottiene anche un solo voto più dell'altra. 
Il premier David Cameron aveva promesso di indire un referendum per dare al popolo voce su una questione che da decenni divide il partito conservatore e che più di recente ha portato al successo di Ukip, il partito anti-Ue e anti-immigrazione. Dando ai cittadini britannici la possibilità di esprimere la loro opinione sulla Ue per la prima volta dal 1975, quando avevano votato a favore di quella che allora era la Comunità europea, Cameron sperava di placare gli euroscettici nel suo partito. Invece le divisioni si sono accentuate anche all'interno del Governo, con ministri schierati su fronti opposti.

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