Ballottaggi, Di Maio VS Salvini. Il leader leghista: "Asse nei fatti, fronte unico al referendum"

09 giugno 2016 ore 17:26, Lucia Bigozzi
L’endorsement di Salvini sulla Raggi in vista del ballottaggio a Roma non l’ha digerito, come pure i ‘corteggiamenti’ leghisti su Milano e Bologna. Così Luigi Di Maio, leader in pectore dei 5S su Facebook mette i famosi puntini sulle ‘i’. “I voti sono dei cittadini, non dei segretari di partito. Il M5S non dà alcuna indicazione per i ballottaggi del 19 giugno in cui non è presente con le sue liste. Non facciamo inciuci né accordi preelettorali. Sala o Parisi,De Magistris o Lettieri, Merola o Borgonzoni e così via: per noi pari sono. Non esiste alcun asse con nessuno. Esistono solo loro (che hanno distrutto questo Paese) e noi che vogliamo farlo risorgere”. 

Ballottaggi, Di Maio VS Salvini. Il leader leghista: 'Asse nei fatti, fronte unico al referendum'
Quanto basta per scatenare la contro-replica del leader leghista che dalle colonne della “Repubblica”, parla di “convergenza” tra M5s e Lega generata da un obiettivo comune
, ovvero l’anti-renzismo. Per Salvini non c’è niente di concordato e più che un’alleanza è una “possibilità di cambiare. Se l'obiettivo è avere amministrazioni diverse rispetto a quelle del Pd, penso sia logico che noi votiamo i loro candidati e viceversa”. Di Maio non ci sta e mette le mani avanti: “Non facciamo inciuci prelettorali”. Tocca  di nuovo a Salvini spiegare che “la Lega ha le idee chiare, i 5S meno: strano che qualcuno si stupisca o parli di inciuci tra Lega e 5 Stelle. Macché inciuci o accordi sottobanco, da 3 mesi ripeto la stessa cosa ovvero la semplice constatazione che i sindaci di sinistra hanno fallito e di conseguenza l'invito ai liberi elettori a cambiare. Io non cambio idea a differenza di altri. La Lega e i 5 Stelle hanno progetti diversi su temi come sicurezza e immigrazione. Noi abbiamo le idee chiare, i 5 stelle meno”.

Insomma, l’unica convergenza possibile che Salvini intravede e sulla quale batte il tasto dei ballottaggi, specie a Milano e Bologna è l’anti-renzismo. C’è chi ipotizza che potrebbe essere già l’inizio di un fronte anti-premier che potrebbe “strutturarsi” anche in vista del referendum costituzionale rispetto al quale Lega e M5S sono dalla stessa parte, ovvero sul fronte del No. E non a caso Salvini diche che "l'asse è già nei fatti, pronti a un fronte unico pure al referendum". 

Che sia un antipasto di ciò che potrebbe accadere alle politiche? Per ora, siamo al botta e risposta Salvini-Di Maio. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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