A Lampedusa Papa Francesco si scaglia contro i solidaristi, liberali e di sinistra

09 luglio 2013 ore 10:01, Americo Mascarucci
A Lampedusa Papa Francesco si scaglia contro i solidaristi, liberali e di sinistra
Potrebbe sembrare un concetto banale quello espresso da Papa Francesco a Lampedusa, ma tutto ciò che viene pronunciato dalle sue labbra è destinato comunque ad avere una forte dirompenza e a scuotere le coscienze degli individui facendo riflettere anche chi è più lontano da Dio.
Parlare di accoglienza e solidarietà è normale per il Vicario di Cristo in terra ed è impensabile che di fronte al dramma dei profughi che ogni giorno sbarcano sull'Isola, il Pontefice non esprima parole di incoraggiamento, di vicinanza, di speranza. Il Papa però non si è limitato a questo, ha tuonato contro la "globalizzazione dell'indifferenza" che ha portato la società a perdere la  "capacità di piangere". Adesso c'è da stare certi che i duri moniti di Francesco saranno strumentalizzati da ogni parte per tentare di legittimare posizioni politiche a scapito di altre. E' già accaduto nei giorni scorsi e accadrà anche domani. Parlare di globalizzazione dell'indifferenza significa tornare a puntare il dito contro quella società moderna sempre più incentrata sulle pulsioni dell'io. Una società che punta a tutelare l'egoismo individuale al di sopra dei principi universali. La solidarietà non può essere considerata un valore in un mondo in cui si arriva a chiedere l'eutanasia per le persone allo stato terminale o per i bambini nati con gravi ed irreparabili malformazioni. Un mondo in cui la vita di un essere umano non ha alcun valore, o lo ha soltanto nel momento in cui si è sani, belli e felici, è un mondo in cui il concetto di solidarietà non può trovare cittadinanza. E non può nemmeno essere solidale una società basata sul profitto, sulla libertà assoluta dei mercati, dove i diritti della finanza vengono prima della dignità umana. L'immigrazione non può essere considerata soltanto un problema di ordine pubblico, da regolare esclusivamente in un'ottica di sicurezza. La sicurezza è senza dubbio un aspetto legato all'immigrazione, ma in una società dei valori sono sicuramente altre le esigenze da privilegiare nel rapporto con gli altri. Tutti aspetti che inevitabilmente si intrecciano con quella globalizzazione dell'indifferenza denunciata da Francesco. Indifferenza per la vita umana, indifferenza per le sofferenze degli altri, indifferenza per tutto ciò che non porta beneficio, profitto o crea problemi da gestire. Indifferenza che fa rima con egoismo, con l'egoismo di chi lotta in funzione del proprio io per tutelare diritti personali legati alla propria condizione economica e sociale e non si cura minimamente di ragionare in un'ottica di interesse collettivo, di bene comune. Questi sono i soggetti contro cui Papa Francesco ha fatto sentire forte e chiaro il suo richiamo. Nessuno può sentirsi davvero escluso dalle responsabilità, ad iniziare da quelli che della solidarietà hanno fatto una bandiera propagandistica di parte, svuotandone il profondo valore cristiano. Ecco, Francesco ci aiuta a riscoprire il senso cristiano per uscire dalla logica dell’io, abbracciando quella più scomoda e difficile del noi.  
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