Crosetto (FdI): “Fi? Usciamo dallo schema del capo. E’ l’ora dei partiti democratici. La destra da rifondare non è questione di uomini ma di idee”

09 luglio 2013 ore 13:16, intelligo
Crosetto (FdI): “Fi? Usciamo dallo schema del capo. E’ l’ora dei partiti democratici. La destra da rifondare non è questione di uomini ma di idee”
«Sono d’accordo con loro». Guido Crosetto, fondatore di Fratelli d’Italia insieme alla Meloni e La Russa si ferma a parlare con imprenditori e maestranze che davanti a Montecitorio protestano per la mazzata fiscale piombata sulle sigarette elettroniche, o meglio sui clienti. Le telecamere di Intelligonews raccolgono la protesta e intercettano Crosetto il quale condivide la preoccupazione di tanti imprenditori “che hanno investito in questo settore creando posti di lavoro. Non è giusto assecondare e poi tartassare fiscalmente”.
Onorevole Crosetto, è solo un fatto economico? «Il punto vero è il business: è evidente che sono le lobby del fumo presenti in parlamento, più potenti della neonata lobby delle sigarette, a puntare i piedi». Facciamo il punto politico nel campo del centrodestra. Cosa ha da dire a Storace, Poli Bortone, Menia, Nania, Alemanno che oggi stanno lavorando per ritrovare un’aggregazione a destra, considerando che Berlusconi torna a Forza Italia? «Ci sono persone che hanno rischiato in termini personali ed elettorali come Storace e meritano rispetto. Come, del resto, abbiamo fatto anche noi di Fratelli d’Italia: abbiamo rischiato con un nuovo partito e in un mese siamo riusciti a ottenere una rappresentanza parlamentare. Poi ci sono persone che hanno rischiato un po’ meno come in Futuro e Libertà e parlo in termini di dignità politica. Alemanno, tra tutti i nomi che ha citato, è quello che ha una dignità maggiore». Giovedì la riunione degli ex An nel Pdl, con Gasparri e Matteoli. Cosa ne pensa? «Beh, considerando che c’è un ritorno a Forza Italia, hanno smesso di rappresentare la destra dentro il Pdl e andando nel nuovo partito di Berlusconi rappresenteranno solo loro stessi». Ma allora qual è a suo giudizio il filo conduttore per una ricomposizione dell’are di destra? «Tutto questo per dire che il tema della ricomposizione della nuova destra nel nuovo centrodestra non è una storia di persone ma una storia di idee, di contenuti, di visione della società. Il punto è quali risposte diamo alla società radicale di massa che si sta edificando. E il tema fondamentale è il ritorno alla politica e ai valori». Come vede il Pdl? «Il Pdl si reggerà fino a quando reggerà la capacità di Berlusconi di attirare i consensi. Il Pdl e la nuova Forza Italia hanno lo stesso problema…». Quale? «Che non escono dallo schema del capo. Eppoi, magri, si passa dal capo al vice-capo alla principessa: ogni riferimento a Marina Berlusconi non è puramente casuale. Il vero problema dei partiti non deve essere lo schema del capo; io sono uscito dal Pdl anche per questo. Sono convinto che i partiti debbano avere due valori fondamentali: democrazia e meritocrazia, ovvero l’antitesi allo schema del capo». Cosa bolle nella pentola di Fratelli d’Italia? «Stiamo lavorando alle costituenti regionali, al tesseramento e al congresso».
autore / intelligo
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