Pontecorvo: "Tutta colpa di Hamas. In Italia media diffamatori con Israele ma noi informiamo correttamente"

09 luglio 2014 ore 15:39, Micaela Del Monte
gianluca pontecorvoIl conflitto tra Israele e Palestina si fa sempre più incandescente, negli ultimi giorni infatti si sono intensificati gli attacchi e le controffensive. Per capire meglio cosa sta succedendo IntelligoNews ha contattato Gianluca Pontecorvo,  giovane ebreo romano e ideatore e co-fondatore del “Progetto Dreyfus”. Cosa sta succedendo in Israele? «Israele ha richiamato prima 1500 riservisti, poi altri 2000 e ieri ancora 40000 e ha lanciato un'operazione che si chiama "Margine di Sicurezza" e già dal nome si percepisce quale sia lo scopo della missione israeliana, ovvero difendere i propri civili. Non c'è alcuna volontà da parte di Israele di colpire i cittadini palestinesi in generale, ma lo scopo è quello di limitare le potenzialità del gruppo terroristico di Hamas di poter ferire, uccidere e terrorizzare. La cosa preoccupante è che noi parliamo di guerra tra Israele e Palestina, ma in realtà il problema è che Hamas non mira all'esercito israeliano, come sarebbe sensato pensare, ma anzi il loro obiettivo è quello di incutere timore e di non far vivere i cittadini in modo sereno. Non è un caso quindi che proprio Hamas abbia dichiarato che ogni cittadino israeliano può essere tranquillamente considerato un possibile obiettivo per il lancio di missili. Solo in questi giorni sul territorio israeliano ne sono caduti più di 250 missili, mentre dall'inizio dell'anno 460». Il rapimento e l'uccisione dei tre ragazzi israeliani può essere considerata una nuova miccia per il conflitto? «L'uccisione di Eyal, Gilad e Naftali ha dato il via all'escalation degli ultimi giorni. Tutto nasce da lì, di nuovo, altrimenti Israele non avrebbe risposto a questo tipo di attacchi. Possiamo quindi dire che tutto è cominciato per colpa di Hamas. Ricordiamo che nel loro atto costitutivo c'è scritto che non esiste altra via, se non la  Jihad, per riconquistare totalmente la Palestina e non è mai contemplata l'esistenza di uno Stato israeliano e dello Stato ebraico». Qual è attualmente la situazione? «La situazione, al momento, rimane piuttosto infuocata e incandescente. Israele continua a rispondere al lancio di razzi che ancora questa mattina continuano a cadere sul loro territorio, oggi infatti ne sono già caduti 40. Comunque finalmente il mondo comincia a rendersi conto di quello che sta succedendo, tanto è vero che ieri sera anche il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon ha condannato il lancio di razzi sulle città israeliane. Dall'altra parte invece i media, soprattutto italiani, e la carta stampata, continuano in un certo tipo di attività diffamatoria nei confronti di Israele, così come le televisioni continuano a parlare di "massacro a Gaza" cambiando l'ordine temporale degli avvenimenti quando semplicemente Israele risponde e punta a difendere i suoi cittadini e il suo territorio. Per questo con Progetto Dreyfus stiamo cercando di combattere questo tipo di comunicazione tentando, con i mezzi che abbiamo a disposizione, di darne una più globale».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]