Oltre la chemio, un chip contro il tumore alla prostata

09 luglio 2015, intelligo
Oltre la chemio, un chip contro il tumore alla prostata
Una notizia buona e una cattiva. La cattiva è che secondo gli studiosi il tumore alla prostata è in aumento; la buona è che il tasso di mortalità è sceso al 36 per cento. 

La sopravvivenza negli ultimi venti anni è quintuplicata grazie ad una diagnosi sempre più precoce, alla radicalità delle tecniche chirurgiche, alla radioterapia, ma soprattutto ai progressi della terapia per le forme metastatizzate. L’altro aspetto è che negli ultimi cinque anni si è avuta una notevole disponibilità di nuovi farmaci capaci di migliorare la qualità della vita dei pazienti anche in caso di fallimento della terapia chemioterapica.

Uno dei principi attivi è l’abiraterone acetato in grado di inibire gli ormoni in ogni sede di produzione e in particolare dentro il tumore. L’altro è l’enzalutamide, che agisce bloccando i recettori cui il testosterone aderisce per essere trasportato all'interno della cellula fino al nucleo e al Dna, impedendo così la crescita tumorale.

DIAGNOSI. La novità è rappresentata dalla risonanza magnetica (RM) Multiparametrica che rispetto a quella convenzionale, rappresenta un importante elemento per pianificare il percorso diagnostico dei pazienti con sospetto tumore alla prostata. La particolarità sta nella capacità di dettagliare anche piccole modificazioni strutturali. La caratteristica delle nuove apparecchiature sta nella bobina Siemens con 60 canali, che migliora la qualità dell'immagine e agevola l’individuazione della lesione anche di dimensioni millimetriche. Se la RM multiparametrica è negativa non serve fare biopsia. 

autore / intelligo
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