David Gilmour a Pompei, ritorno al passato: scaletta ‘chiude coi Pink Floyd’

09 luglio 2016 ore 18:10, intelligo
di Luciana Palmacci  

Le esibizioni dei Pink Floyd nell'anfiteatro di Pompei nell'ottobre 1971, riprese magistralmente dal regista Adrian Maben e testimoniate dalla pellicola ‘Live at Pompeii’, sono entrate di diritto nella storia della musica contemporanea, amate da generazioni di fan che ne hanno decretato il successo planetario. Oggi a 45 anni di distanza quei momenti rivivono con David Gilmour e la sua chitarra tornato in concerto nell'Anfiteatro dell’antica città. Un palco avveniristico, una crew di diverse decine di professionisti, e al posto delle pesanti telecamere prese in prestito da Cinecittà, moderne attrezzature di ripresa digitali e un drone che si muove nel cielo lento e silenzioso. Non ci sono più i Pink Floyd, ma il leader negli ultimi anni della loro storia, David Gilmour. 3.170 fan hanno pagato il biglietto molto più caro dei seguaci romani e di Verona, si sono messi in fila più di due ore prima dell'ingresso agli Scavi. 

David Gilmour a Pompei, ritorno al passato: scaletta ‘chiude coi Pink Floyd’
L'arena, che fino a un mese fa aveva ospitato i calchi delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, ha riconosciuto come proprio il tuonare delle percussioni, e l'arpeggio di sei note mitologiche dell'ex Pink Floyd, nel fumo e nei lampi di luce così simili ai suoni dell'epico dramma antico. Forse il motivo per cui a Pompei la musica della rockstar inglese ha maggior presa. La scaletta è stata rispettata fino al terzo brano: "5 A.M.", poi "Rattle that Lock" con le suggestive immagini di un angelo caduto e, terzo, "Faces of Stone". Poi i fan attendevano "Wish you were here", ma il programma è cambiato e, dopo "What do you Want from me" e "The Blue", nel grande schermo alle spalle del palco, un enorme telo rotondo sono scivolate immagini di gigantesche onde, ed ecco "Great gig in the sky". David ha più volte ringraziato al microfono e poi si è subito in "A boat Lies Waiting", prima di infiammare la folla con l'atteso Pink Floyd sound scritto insieme con Roger Waters e dedicato a Syd Barrett. E, finalmente, "Wish you were here". Nell'arena una pioggia di luci dai cellulari ha costantemente accompagnato l'esibizione del David 'pompeiano' in tutti i sensi vista la nomina a cittadino onorario della città.
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