Emiliano copia i 5S, il suo reddito per la Puglia è di dignità e anti-povertà

09 luglio 2016 ore 18:10, Andrea Barcariol
E' da sempre uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, il reddito di cittadinanza. Una proposta sposata dal governatore della Puglia Michele Emiliano (Pd). A cambiare è soltanto il nome: via la parola cittadinanza sostituita da dignità. Non si tratta di una forma di assistenzialismo ma di uno strumento per consentire a tutti i cittadini di affrontare la crisi. Almeno nelle intenzioni di E' questo  Emiliano. Ieri sono stati presentati i primi due avvisi pubblici: quello destinato ai cittadini e quello ai soggetti che ospiteranno i tirocini. Il red prevede un contributo fino a 600 euro mensili per 20mila nuclei famigliari, in tutto 60mila pugliesi ogni anno. "Non c'è alcun intento di consentire a nessuno di vivere senza lavorare - ha sottolineato Emiliano - anzi c'è quello di togliere gli alibi a quelli che chiamo professionisti dell'assistenza". Per il primo anno saranno stanziati complessivamente 100 milioni di euro. "In assoluto l'investimento di contrasto alla povertà più importante della storia d'Italia fatto da una Regione", ha commentato Emiliano ricordando che "l'Ue ha spesso indicato all'Italia la circostanza di essere rimasta l'unico paese a non avere un reddito di contrasto alla povertà universale nei momenti di particolare difficoltà". Potranno accedere al Reddito di dignità tutti i residenti in Puglia da almeno 12 mesi che abbiano un reddito Isee non superiore a 3.000 euro.

Emiliano copia i 5S, il suo reddito per la Puglia è di dignità e anti-povertà
Che Emiliano abbia simpatie per alcune idee del Movimento 5 Stelle è cosa nota, tanto che nel luglio 2015 al momento di formare la Giunta nominò a loro insaputa 3 assessori 5S ma l'investitura durò soltanto poche ore.
"E’ un atto di una violenza inaudita. Non siamo disponibili a vendere il nostro silenzio in cambio di poltrone” - questa fu la sdegnata risposta grillina.
Con il reddito di dignità la Puglia, secondo Emiliano, "oltre a investire nell'innovazione tecnologica, nelle imprese, nel turismo e in tutte le cose che sono fondamentali al rilancio dell'economia, ritiene che il contrasto alla povertà non sia un'assistenza, ma un elemento strategico per ricompattare la società e metterla tutta in campo a contrastare la crisi economica". 

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