Grillo-Robespierre mette alla gogna (mediatica) i ribelli: on line i nomi di chi vuole tenersi i soldi

09 maggio 2013 ore 14:30, Lucia Bigozzi
Grillo-Robespierre mette alla gogna (mediatica) i ribelli: on line i nomi di chi vuole tenersi i soldi
Gogna mediatica per chi tenersi tutto lo stipendio. Grillo arriva a Roma e lancia un nuovo diktat all’assemblea coi suoi: “Metteremo on line nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi”. Se non fosse chiaro il concetto, c'è il rinforzino: “Fanculo i soldi!”. Poi l’avvertimento: “Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato”. Fine della discussione.
Con buona pace dei maldipancia di chi su quei soldi ci contava per sostenere le spese romane e non era così propenso a restituire parte dello stipendio al Movimento. Ma adesso, di fronte alla minaccia di spiattellare nomi e cognomi sulla Rete, anche i più recalcitranti ci penseranno bene prima di disobbedire al capo. VENTURINO ESPULSO CON UN CLICK. Fuori un altro. Di questo passo, i ‘dieci piccoli indiani’ citati da Grillo a proposito della caduta degli dèi politici, rischiano di falcidiare la falange pentastellata, a Roma come a Palermo. Dopo l’espulsione del grillino-senatore Mastrangeli, tocca al vicepresidente dell’Ars siciliana Antonio Venturino. Stavolta non c’è la D’Urso in mezzo, bensì la restituzione di parte dello stipendio. Non è facile muoversi nella giungla delle retribuzioni parlamentari e resistere alle tentazioni dell’improvviso (per molti grillini, agognato benessere), ma la Rete comanda e decide: fuori uno, fuori due. Ora è il turno del siciliano Venturino, ‘condannato’ con un click per non aver restituito al Movimento parte dello stipendio da deputato siciliano. Era già finito nel mirino dei ‘giudici-internauti’ per aver usato l’auto blu ma il Movimento lo aveva difeso. Oggi, invece, lo scarica senza tanti complimenti. Con tanto di ‘scomunica” ufficiale postata da Grillo nel suo blog. “Moroso” è il verdetto, nel senso che non ha versato le quote eccedenti i 2500 euro del suo stipendio. Lui ribatte e spiega di aver voluto lanciare “un messaggio di incoraggiamento ai tanti che non hanno il coraggio di parlare perché 2500 euro sono pochi per fare politica”. Apriti cielo! Nel giorno in cui Grillo è a Roma per affrontare il nodo della diaria parlamentare e i meccanismi di rendicontazione delle spese sostenute (allo studio c’è anche l’ipotesi di una carta di credito ad hoc) , scoppia l’ennesima mina. Il grande accusatore di Venturino è il capogruppo pentastellato all’assemblea siciliana Giancarlo Cancelleri secondo il quale il cittadino-espulso si è estromesso “da solo dal movimento perchè da due mesi non  restituisce le indennità come previsto dal regolamento”. Controreplica: “Ho rinunciato sin da subito all’indennità di  funzione e restituito quando possibile parte del mio stipendio di deputato”. Venturino dice che all’appello manca solo il bonifico di marzo e di aver espresso ai colleghi “l’inopportunità di farla per evitare attacchi e speculazioni da parte di chi passa il proprio tempo davanti ad un pc a fare le pulci su chi e come spende cento euro in più o in meno”. In tutta questa storia il punto, per lui, è un altro: è l’aver espresso “una posizione politica difforme dai miei colleghi e dello stesso Grillo”. Eppure avrebbe dovuto sapere sin dall’inizio che la politica per i novelli Robespierre la fanno solo gli ‘oligarchi’ della Rete. Tutti gli altri, obbediscono. E da oggi, sono avvertiti
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