Vedi Barclays e muori?

09 maggio 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi.
Vedi Barclays e muori?
Possibile che l’annuncio di un Consiglio di Amministrazione di un’azienda quotata in Borsa possa determinare lo spostamento di un intero Indice? La risposta è sì!
Nella giornata di ieri nelle Borse europee tutti gli Indici del comparto bancario hanno regalato buone performance agli azionisti, a Londra di più (?). Nella City solamente un titolo bancario ha avuto un exploit, Barclays Bank Plc (7,69%). Ecco l'annuncio shoc che ha determinato l’euforia e la gioia degli azionisti provocando una valanga di richieste del prezioso titolo di una delle più grandi banche del Regno Unito: Barclays Bank Plc licenzierà 19mila dipendenti (sono in totale 57mila, e quindi uno su tre verrà messo in strada!). E ancora, ha annunciato la creazione di una Bad Bank nella quale riversare 115 miliardi di sterline (150 miliardi di euro) di asset a rischio, e in ultimo, ed è l’aspetto più inquietante, abbandonerà il mercato spagnolo immediatamente, e nel breve termine lascerà l’Italia e anche la Francia. Un noto giornalista d’inchiesta avrebbe detto “la domanda sorge spontanea”, perché una banca di riferimento inglese decide di abbandonare l’Europa del sud? La situazione è questa, ed è anche piuttosto elementare da leggere. Barclays, e quindi il GOTHA della finanza del Regno Unito, non crede a una sola parola dei governanti europei sulla presunta ripresa economica dell’eurozona, e forse temono seriamente anche il rischio di un’uscita dalla moneta unica, altrimenti non avrebbe alcun senso abbandonare Spagna Italia e Francia. Tuttavia ai timori di Barclays, e degli azionisti che ne condividono ciecamente la strategia premiandola in Borsa, la politica europea è in grado di porre rimedio (non nel breve). Preoccupa, piuttosto, il precedente “procedurale”. Il riferimento è al fatto che anche gli istituti di credito avranno un precedente con cui ricattare i governi locali, per avere il via libera a salvarsi le terga mettendo per strada intere famiglie e abbandonando al loro destino la piccola media impresa. E’ il primo vero evidente spiraglio da cui si vede chiaramente il movimento delle lobby, solitamente coperto dalla polvere provocata dalle chiacchiere dei professionisti del solo eloquio politico preelettorale. Confidiamo nella responsabilità del politico professionista e delle associazioni di categoria perché fino ad ora in questa campagna elettorale si è sentito solo argomentazioni superficiali e nessuna risposta concreta. La finanza non è mai stata autolesionista, è bene che la propaganda trovi risposte in fretta e abbandoni il peana elettorale. C’è fiducia e speranza, speriamo non sia l’ennesimo tradimento, con i leoni da palchetto elettorale non si è mai arrivati da nessuna parte, vengano fuori politici veri!  
autore / intelligo
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