Cgil e Fiat-Chrysler: quando “le novità sono legate”. L'intervista a Sabella (Think-in)

09 maggio 2014 ore 14:44, Marta Moriconi
Settimana intensa e ricca di eventi per quel che riguarda il futuro del lavoro in Italia: martedì scorso Marchionne da Detroit ha inviato buone notizie all’Italia, presentando il piano industriale di Fiat-Chrysler, mentre ieri si è chiusa la tre giorni riminense della Cgil, con cui si è concluso l’iter congressuale che ha portato Susanna Camusso ad essere rieletta Segretario Generale. I due eventi sembrano slegati tra di loro, in realtà ce ne spiega la correlazione Giuseppe Sabella, direttore di Think-in, think tank che si occupa di economia del lavoro.

Cgil e Fiat-Chrysler: quando “le novità sono legate”. L'intervista a Sabella (Think-in)

Quali messaggi arrivano al mondo del lavoro dal Congresso della Cgil? "Susanna Camusso ha indicato alcune proposte “che non sono in cima all’agenda politica attuale” e che la Cgil vuole riportare al centro dell’attenzione “costruendo alleanza, ma soprattutto consenso, iniziativa, mobilitazione in tutti i luoghi di lavoro, in tutti i territori”. Quali sono queste proposte? "Sono 4: riforma delle pensioni, con l’obiettivo di dare attenzione ai giovani e correggere gli errori sugli esodati; riforma degli ammortizzatori sociali; contrasto al lavoro povero; misure fiscali con al centro la lotta all’evasione. Ma, oltre a questo, sono arrivati anche altri messaggi, meno programmatici ma molto interessanti".

Cgil e Fiat-Chrysler: quando “le novità sono legate”. L'intervista a Sabella (Think-in)
Cgil e Fiat-Chrysler: quando “le novità sono legate”. L'intervista a Sabella (Think-in)

Tipo? "Sempre Susanna Camusso ha dichiarato che “si parla troppo di segretari, serve più collegialità, altro che primarie”. Credo che il trend ad personam che – dopo aver ammorbato i partiti – ha contagiato anche il mondo sindacale vada invertito. Questo è un punto molto importante per ritrovare unità sindacale e per crescere dialogo sociale. Ma c’è di mezzo Landini…"

In che senso?

"Negli ultimi tempi, soprattutto grazie a Landini, se ne sono viste di tutti i colori. E’ stato proprio Landini in questi giorni ad attaccare Bonanni, Segretario Generale della Cisl, in visita – mercoledì scorso – al Congresso della Cgil: “La Cisl è il sindacato che ha firmato con la Fiat e ha fatto i contratti separati. E viene qui Bonanni a fare la lezione di democrazia a noi e non abbiamo problemi ad applaudirlo? Stiamo scherzando? Mi vengono i capelli dritti”. In queste parole di Landini si esprime la questione sollevata da Camusso e, al di là dei personalismi, qui c’è proprio in gioco il futuro delle relazioni industriali". 

Cosa intende dire? "A parte le provocazioni e i personalismi, il punto è anche che criticare la firma di accordi che hanno derogato al CCNL è cosa piuttosto obsoleta. Landini dice espressamente nel suo libro “Forza Lavoro” (Feltrinelli 2013) che questo è il motivo per cui la Fiom non ha firmato gi accordi con Fiat, ovvero la Fiom non voleva il contratto aziendale, non voleva che si derogasse al CCNL. E oggi, non volere la contrattazione aziendale, significa non volere la crescita del mercato e, anche, dell’occupazione stessa. Quindi, al di là di un caso molto spinoso, hanno fatto bene Fim-Cisl e Uilm-Uil a firmare gli accordi con Fiat nel 2010, ora peraltro in fase di rinnovo". A proposito di Fiat, come vede il futuro della produzione in Italia? "E’ evidente che, oltre al rilancio e agli investimenti per Alfa Romeo che ne faranno crescere la produzione, anche la produzione della Maserati crescerà: quindi ci sono buone nuove in particolare per gli stabilimenti di Cassino, Melfi e Mirafiori, dove la manodopera è piuttosto sotto-impiegata". Perché la contrattazione aziendale può essere così importante per la crescita del mercato? "Permesso che il CCNL risolve un sacco di problemi alla maggioranza delle imprese, in altri casi – quando le aziende sono piuttosto dimensionate, la contrattazione aziendale (o di prossimità) permette di identificare soluzioni ad hoc per l’impresa, anche per questo si chiama di prossimità. Il caso Fiat ne è esempio topico, ed è esempio di benefici di cui hanno goduto anche i lavoratori, visto che i loro stipendi sono cresciuti in modo importante con l’accordo di Pomigliano che poi è diventato il contratto del gruppo. Tant’è che i contratti individuali, che sono seguiti all’accordo collettivo, sono stati sottoscritti anche dai dipendenti Fiat tesserati Fiom".
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