Elezioni Gb, Buonanno (LN): “Leggi elettorali portano dittature moderne. Listone unico? Con Salvini leader"

09 maggio 2015, Marco Guerra
Elezioni Gb, Buonanno (LN): “Leggi elettorali portano dittature moderne. Listone unico? Con Salvini leader'
“Assistiamo alla nascita di dittature moderne, ora affrontiamo bene l’Italicum per non avere un deficit di democrazia anche in Italia”. Così viene letta la lezione inglese dall’europarlamentare della Lega, Gianluca Bonanno, intervistato da IntelligoNews. L’esponente del Carroccio non esclude quindi un’aggregazione delle forze di centro-destra per sfidare “Benito Renzi”.
 
Allora Buonanno, il voto britannico insegna che da soli non si va da nessuna parte. Opposizioni e movimenti populisti europei avranno sempre più problemi ad entrare nelle istituzioni? 

«Mi pare evidente che questi sistemi alla fine portano ad un deficit di democrazia, purtroppo assistiamo così a delle dittature moderne. Adesso anche qui in Italia dovremo confrontarci con l’Italicum concepito da Renzi, che a questo punto andrebbe chiamato “Benito Renzi”, il prossimo “duce”, e il Pd dovrebbe aggiungere una ‘effe’ al suo acronimo: Pdf, Partito del fascismo»

Davanti a questa situazione come ci si organizza, con il partito repubblicano proposto da Berlusconi? 

«Bisogna vedere cosa succederà, al momento è tutto in divenire. È necessario studiare bene tutte le possibilità che può offrire l’Italicum per portare a casa più voti e seggi possibili. Certo, fermo restando che la Lega non verrà sciolta, sarebbe anche normale cercare un’aggregazione delle forze di centro-destra, ma a quel punto dovrebbe essere Salvini a guidare la coalizione. D’altra parte Berlusconi ha combinato un pasticcio appoggiando al Senato la riforma elettorale. Renzi non è stupido, infatti ha portato l’Italicum prima al Senato perché era il ramo del Parlamento più in bilico, poi è approdato alla Camera dove il Pd aveva i voti necessari anche dopo lo strappo di Forza Italia. E ora Renzi si serve di un presidente che cambia atteggiamento riguardo alle istituzioni a seconda di dove si trova seduto; quando era parlamentare diceva una cosa, alla Consulta ne diceva un'altra e da Capo dello Stato ne fa un’altra ancora firmando una pessima riforma»

Quindi, per evitare di rimanere con un paio di seggi come l’Ukip di Nigel Farage, la Lega non esclude apparentamenti ma senza la leadership di Berlusconi?  

«Berlusconi ha avuto grandi meriti ma riproporlo alla guida di una coalizione è come chiedere ora a Gismondi o a Moser di correre al Giro d’Italia. Serve rinnovare, andare avanti, puntare su personaggi spendibili, ma anche ritrovare le sinergie per affrontare questo nuovo sistema elettorale»

Dunque il rischio di un’insufficienza di rappresentanza è reale. Anche in Francia, malgrado viaggi su percentuali a due cifre, il Front National ha sempre avuto pochissimi rappresentanti in Parlamento? 

«Quelli che parlano tanto di democrazia sono i primi che fanno i dittatori. La Lega ha comunque un futuro perché batte il territorio palmo a palmo ogni giorno, ne so qualcosa io che faccio il sindaco. Ma la rappresentanza e la democrazia si sono ulteriormente ristrette con la riforma delle Province e con la creazione delle città metropolitane. Questi organi non sono più elettivi, come del resto lo sarà anche il Senato, ma sono composti da delegazioni dei Comuni che, per la maggior parte, sono in mano alla sinistra. Quindi, senza che si siano state svolte delle consultazioni popolari, il Pd si ritrova a governare tutte le Province. Renzi fra poco sarà a capo di tutto».


autore / Marco Guerra
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